Pensieri e commenti

by Autori Vari

Ogni articolo del blog nasce per stimolare riflessioni. Molti lettori, dopo aver letto, sentono il desiderio di condividere impressioni, emozioni o pensieri. In questa sezione raccogliamo le loro parole: è qui che le esperienze si incontrano, le idee si ascoltano e le prospettive si arricchiscono.

Preghiera

Aiutaci Signore a comprendere che non è il conoscere la legge dell'amore a salvarci, ma il mettere in movimento ciò che in noi è "paralizzato, morto, cieco, sordo" per vivere nell'amore che Tu ci hai insegnato. Amen


Riflessione

Nelle ore in cui il sonno mi abbandona ad una mente che esige presenza, ecco che mi giungono le parole, che sanno dare una lettura convincente alla parola Grazia: "non ci si salva attraverso la legge, non attraverso il sacrificio (smettetela di fare sacrifici, voglio misericordia), ma ci si salva attraverso la nuova legge di Gesù che ci dice che il vero adempimento è imparare ad amare. Non esige, tale legge, il sacrificarsi per aspettare un risarcimento, ma imparare ad amare è in sé ciò che salva. La grazia è un'incontro che ci offre un'occasione immeritata: dare forma nuova alla nostra vita. Il peccato non ha a che fare con la trasgressione alla legge, ma con il mancare un'occasione.
La grazia è un'esperienza di visitazione, l'amore è decentramento dal mio essere narcisistico per ritrovare un'altra luce.
Gli operai dell'ultima ora non vengono retribuiti per il loro sacrificio, è la risposta alla chiamata che salva. Credere nella grazia della chiamata e dare risposta ad essa, è fede. Una legge senza grazia, senza perdono è una legge spietata. Una legge che non sa fare "eccezione", è inumana. Gesù non obbedisce alla legge del sacrificio perché si dona gratuitamente a noi. La croce, nella logica dell'amore, non è sacrificio, ma un donarsi per amore".


Riflessione

Quando ci liberiamo dalle nostre personali difese e ci affidiamo completamente, allora, il vero miracolo si compie...


Preghiera

Signore, aiutaci ad avere la forza ed il coraggio per aprire le porte dei nostri personali abissi e, risanati dal tuo Santo Spirito, risaliremo fiduciosi alla Luce benevola di una nuova alba. Amen


Commento

Nel Vangelo di oggi (Luca 4,31-37), Gesù scende a Cafarnao incontrando lo stupore di chi lo stava ad ascoltare, poiché parlava con autorità e addirittura liberava l'indemoniato dallo spirito impuro. Spesso il Signore ci invita a non aver paura. Perché dovremmo temere Colui che viene a portare la luce nel mondo, nelle nostre vite corrose da parassiti psico-spirituali? Gesù è venuto, e sempre viene, per liberarci dalle catene del male che ci opprime ma noi, spesso, temiamo "la Luce " perché potrebbe illuminare ciò che ci spaventa. Come dice Basaglia: "è tempo di fare qualcosa con il buio".


Commento

Grazie! Nel tuo ultimo post mi hai fatto sorridere e hai saputo accendere anche la mia ironia latente. Devo dirti, fraternamente, che l'insonnia è compagna quasi assidua delle mie notti. Come dici tu, ci sono insonnie benedette che ci catturano quando la realtà è più bella del sogno e ci sono insonnie dovute alla mente ruminante, vagabonda.. che non trova un giaciglio sul quale lasciarsi andare al riposo. Porto con me il ricordo di certe notti magiche: il cielo trapuntato di stelle, la luna splendente nel cielo limpido ed io, bambina, con il naso all'insù a ringraziare il Signore per farmi parte di tanta meraviglia. Grazie


Riflessione

Mi capita di frequentare la parrocchia di Sant'Anna che apprezzo molto per la sua vitalità, grazie a lei don Aurelio, a don Jacopo e altri che presenziano e partecipano con il "giusto" spirito. Domenica scorsa ho portato a casa "Il Sant'Anna" per leggere con calma il suo articolo ( Leggi l'articolo ). Il modo di comunicare e ascoltare (o non farlo) è alla base di ogni tipo di rapporto e non credo si possa esagerarne la sua importanza, soprattutto oggi quando si fa tutto troppo di corsa, si scelgono male le parole, ci si offende per niente e l'attenzione verso l'altro è spesso ridotta al minimo. Le sue parole mi hanno fatto riflettere a lungo su questo tema e le condividerò con altri quando mi si presenterà l'occasione di affrontare l'argomento. Grazie!


Preghiera

Quando il desiderio dell'incontro con il Signore ci anima e ci fa trovare pronti con la luce del cuore accesa, ecco che, improvvisamente, Lui appare. La nostra perseveranza, alimentata dalla luce delle fede nell'Altissimo, ci premia e ci fa entrare nella dimensione dell'incontro con Lui, ed è subito festa. Che il Signore ci aiuti a tenere accesa la lanterna del cuore "nell'ora che è adesso". Amen


Preghiera

Signore, aiutaci a tenere desto il cuore per agire prontamente nelle questioni importanti che la via ci chiama ad assolvere. Amen


Riflessione

Gesù ci ammonisce, perché ci ha a cuore, di stare attenti, di tenerci pronti a rispondere a chi bussa alla nostra porta in cerca del nostro aiuto, di essere pronti a prestare ascolto al discorso di un amico, a dare sostegno a chi ha bisogno, non solo di pane, ma di una parola di conforto, perché se procrastiniamo, potremmo arrivare tardi "all'appuntamento col Signore", rappresentato dai nostri fratelli/sorelle. "Là sarà pianto e stridore di denti". Se aspettiamo di sistemare prima tutte le nostre cose, potremmo arrivare tardi e il senso di colpa, come un tarlo, potrebbe roderci la vita. Gesù, che ci ama, ci avverte di stare attenti, di stare pronti perché procrastinare ci potrebbe portare a pentirci quando è oramai troppo tardi per porre un rimedio.


Riflessione

La natura ci ha organizzati per relazionarci. Quando per vari motivi, ci isoliamo nell'incapacità di comunicare, ecco che si rompono certi ingranaggi e ci ammaliamo. Ci chiudiamo alla vita, con tutte le conseguenze del caso.
In questo stato di cose, c'è un grande bisogno di ascolto che, se evaso, può portare a derive pericolose. Ascoltare l'altro presuppone il saper fare silenzio dentro e fuori di sé. Creare un silenzio accogliente che sa attendere il discorso dell'altro. Al contempo è necessario ascoltare se stessi per riconoscere le emozioni e sentimenti che ci suscita il nostro interlocutore per evitare chiusure difensive. La chiusura alla relazione crea il terreno fertile per essere catturati da meccanismi (dipendenze varie) che ci portano all'annichilimento e all'autodistruzione. Abbiamo una grande responsabilità verso le nuove generazioni, pensiamoci.


Preghiera

Signore, aiutaci ad avere aperta la porta del cuore perché, il tuo Santo Spirito, trovi dimora nei nostri cuori e perché, "scompaginando le pagine del nostro libro", ci riporti a te che fai nuove tutte le cose "nel tempo che è adesso ".


Riflessione

Il Signore ci riconosce, uno ad uno e ci raggiunge nella vita di tutti i giorni, magari quando sonnecchiamo all'ombra "dell'albero di fichi". Quando abbiamo già la risposta pronta ecco che chiudiamo la porta e, a causa dei nostri pregiudizi, della nostra supposizione di sapere già, non scorgiamo lo sguardo del Signore su di noi, proprio su di noi. Chi l'avrebbe mai detto? Lasciamoci sorprendere dall'inaspettato, lasciamo libero il cuore per poter scoprire che il Signore può giungere da ogni parte, da ogni situazione, da ogni persona.


Riflessione

"Chi è mia madre? Chi sono i miei fratelli?" Spesso, per motivi diversi, pensiamo di essere "nella cerchia del Signore". Pensiamo che, siccome preghiamo tanto, facciamo parte di un certo ordine religioso, di un certo ordine mentale. Allora possiamo rivendicare dei diritti nei confronti dell'Altissimo, dimenticandoci che il vero donarsi è, per sua natura, gratuito. Il Signore, che ci ama in modo incondizionato, sa aspettare, senza fretta, che noi cresciamo sempre più nella consapevolezza di cosa possa voler dire Amare. Spesso ci raccontiamo la storia di essere autosufficienti, dimenticandoci che "il tralcio senza la vigna, curata dal vignaiolo, muore".


Preghiera

Signore, aiutaci a vuotarci di tutte le sovrastrutture che ci allontanano da Te. Signore, aiutaci a "farci concavi" per accoglierti nei nostri cuori e farti fiorire nelle nostre vite. Amen


Riflessione

"chi è mia madre? Chi sono i miei fratelli?" Spesso, per motivi diversi, pensiamo di essere "nella cerchia del Signore". Pensiamo che, siccome preghiamo tanto, facciamo parte di un certo ordine religioso, di un certo ordine mentale, allora possiamo rivendicare dei diritti nei confronti dell'Altissimo, dimenticandoci che il vero donarsi è, per sua natura, gratuito. Il Signore, che ci ama in modo incondizionato, sa aspettare, senza fretta, che noi cresciamo sempre più nella consapevolezza di cosa possa voler dire Amare. Spesso ci raccontiamo la storia di essere autosufficienti, dimenticandoci che "il tralcio senza la vigna, curata dal vignaiolo, muore".


Preghiera

Il Vangelo di oggi (Mt. 20,1_16) ci invita ad amare così come Gesù ci ama. Il mondo segue la legge del "più do più mi aspetto, ma la legge del regno di Dio è come un'amorevole pioggia che si lascia cadere su tutta la vegetazione con generosità. Ogni pianta assorbe l'amorevole acqua a seconda della sua capacità di assorbirla. Il mondo misura tutto, ma davanti a Dio non siamo salariati, ma figli amati. La generosità del padrone della parabola sembra, a prima vista, togliere valore alle fatiche di chi arriva prima nella "vigna della vita". Gesù dà secondo il nostro bisogno di essere salvati, amati. Per chi pensa alla propria incapacità di cambiare, di crescere, di emanciparsi nell’amore, il Signore, che ci ha amati per primo, ci ricorda che non fa distinzione tra chi è arrivato prima e chi è arrivato ultimo. A Lui importa che tutti noi arriviamo alla consapevolezza che l’amore, quando è veramente tale, può solo donarsi.
Signore, aiutaci a rendere la nostra vita porosa al tuo Amore, perché possiamo rialzarci dalle inevitabili cadute e perché queste stesse cadute possano diventare strumento di crescita. Amen.


Commento

Le cipolle d'Egitto rimpiante ....fanno piangere... L'AMORE fa sempre sorridere alla vita.


Commento

"rimpiangono l'Egitto... ma dove ci hai portati, dicono a Mosè!" Rimpiangono la schiavitù invece di aprirsi al mare aperto del deserto. Spesso l'incognita del "nuovo" spaventa talmente da preferire lo stantio, il mortifero del vecchio.


Preghiera

Non so tu, ma quando affrontiamo cose importanti, quando ci spendiamo nell'amore, fa un po' meno caldo. Che il Signore ti protegga.


Commento

La morale, si sa, cambia con i tempi e varia fra le diverse culture, costumi, sensibilità e, in base a queste, promulga leggi, scritte e non scritte. Nuove consapevolezze, che nascono da sempre nuove scoperte scientifiche, le lotte per i diritti umani, portano le società a rivedere, di volta in volta, i vecchi giudizi etico/morali.
Ciò che è immutabile nel tempo è il messaggio di Gesù, grande rivoluzionario, che ha ribaltato la vecchia legge mosaica del "occhio per occhio..." per renderci consapevoli della legge delle leggi, quella dell'amore. Tale legge non punisce, ma perdona. Gesù introduce due comandamenti: 'ama il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta l'anima e ama il prossimo tuo come te stesso". "Questa è la legge e tutti i profeti".
Il Signore ci ha dato molte indicazioni su cosa voglia dire amare: essere inclusivi con lo straniero, con il diverso, aiutare l'indigente, fare visita ai carcerati, avere cura di chi ci ha generato perché ci ha fatto dono della vita e la possibilità di evolverci in consapevolezza. Amare se stessi, amare il prossimo, è amare il Signore. Gli indiani d'America dicono: ama il prossimo tuo perché è te stesso.
Tante scienze sapienziali spingono in questa direzione. Le morali fatte di leggi, spesso troppo punitive, derivano dalla scarsa consapevolezza di chi siamo veramente. e mutano nel tempo. La morale, che si nutre della legge dell'amore, non punisce, non condanna. L'amore sa perdonare perché consapevole che ogni essere umano può cadere, ma può rialzarsi! In questa società narcisistica, egocentrica, sembra non esserci posto per chi sta fuori dal nostro orticello . Dimentichiamo, spesso, che siamo tutti fratelli/sorelle collegati alla radice divina. Solo chi si sradica dalla legge dell'amore perde la via di casa. Il Signore, che è Amore, Vita, Via, ci chiama per nome, uno ad uno e non ci confonde con la massa anonima, ci salva se ci affidiamo a Lui.


Riflessione

Gesù ci invita a rendere la nostra vita degna di essere vissuta, perché una vita viva, che si spende per una giusta causa, diviene una vita sovrabbondante. Se pensiamo ai grandi che hanno dato la vita per il bene altrui, e per questo proviamo per loro profondo rispetto ed ammirazione, allora comprendiamo che cos'è il vero capitale che si moltiplica.
Gesù ci richiama a stare attenti a concentrarci sull'accumulare denaro, cose, relazioni usa e getta, maschere che coprono la nostra incapacità di mostrarci per quello che siamo e che vorrebbero comprare i favori e la stima altrui. Il Signore sempre ci richiama a spenderci per il bene. Se riusciremo a spogliarci del nostro ingombrante e famelico ego e a donarci con amore e per amore, allora apparirà il Signore sul nostro cammino.


Riflessione

La donna cananea ha una profonda intuizione che smuove il cuore di Gesù che dice "Io sono venuto per i figli della casa d'Israele, non per i pagani, e tu pagana sei. Essa scopre la sovrabbondanza di Gesù, si mette in dialogo con Lui dicendo che anche i "cagnolini" possono cibarsi delle briciole che cadono dal tavolo della misericordia del Signore. Ecco che si attua il miracolo: Gesù felice della intuizione della donna che capisce chi Lui sia e di quello che è venuto a portare al mondo intero, rimane colpito da così tanta fede e la fede in Lui, la salva. Il ragionamento della donna è ineccepibile e la salva perché la apre al dialogo col Signore. Gesù non ha confini, non si fa intrappolare da questioni politiche o culturali, da motivi di etnia, dalla "diversità" che alberga dentro di noi spesso a nostra insaputa. Gesù è oltre tutte le divisioni che pone la razza umana, non si lascia intrappolare. E aspetta che ognuno di noi si accorga del suo amore per tutti, proprio per tutti.


Riflessione

In una società dove si assiste sempre più allo svuotamento dei valori che danno dignità all'uomo e alla donna, uno spirito libero che possa esprimere, dignitosamente se stesso e le proprie idee in autonomia, diventa sempre più un volto sfuocato, fino a scomparire. Importante non farsi travolgere da un pessimismo così totalizzante. Esistono Esseri Umani che, forti delle loro radici e di potenti ali per volare, sanno guardare al di là delle "colonne d'Ercole" e non si lasciano appiattire da sistemi che li vorrebbero servi decerebrati.
E noi? Cosa pensiamo noi? Gesù ci invita più volte, e non solo a parole, a scavare dentro di noi per trovare una consapevolezza che ci porta a sentirci tutti 'sulla stessa barca". Seguire Gesù, grande rivoluzionario che ha saputo dare la propria vita per portare un messaggio d'amore e quindi di salvezza, ci introdurrebbe ad assumerci maggiori responsabilità. La domanda è: siamo pronti ad andare contro corrente quando ci accorgiamo che tale corrente ci porta alla deriva e quindi all'annientamento di ogni valore che dà senso al nostro vivere? Siamo "servi che amano il bastone", perché come direbbe un grande, "temiamo il deserto?" oppure siamo disposti a percorrere la "libertà dello spazio aperto" che ci porta, come spiriti liberi, a trovare la verità che ci rende liberi? Il Signore ha dato la sua preziosissima vita per dirci: "Seguimi e troverai la pista, nel deserto, che ti renderà libero/ra, e quindi, la gioia dell'incontro con il Divino".


Riflessione

In una società dove si assiste sempre più allo svuotamento dei valori che danno dignità all'uomo e alla donna, uno spirito libero che possa esprimere, dignitosamente, se stesso e le proprie idee, in autonomia, diventa sempre più un volto sfuocato, fino a scomparire. Ma, non bisogna farsi travolgere da un pessimismo così totalizzante. Esistono Esseri Umani che, forti delle loro radici e di potenti ali per volare, sanno guardare al di là delle "colonne d'Ercole" e non si lasciano appiattire da sistemi che li vorrebbero servi decerebrati.

E noi? Cosa pensiamo noi? Gesù ci invita più volte, e non solo a parole, a scavare dentro di noi per trovare una consapevolezza che ci porterebbe a sentirci tutti 'sulla stessa barca". Seguire Gesù, grande rivoluzionario che ha saputo dare la propria vita per portare un messaggio d'amore e, quindi, di salvezza, ci introdurrebbe ad assumerci maggiori responsabilità. La domanda è: siamo pronti ad andare contro corrente quando ci accorgiamo che tale corrente ci porta alla deriva e quindi all'annientamento di ogni valore che dà senso al nostro vivere? Siamo "servi che amano il bastone", perché come direbbe un grande, "temiamo il deserto?" oppure siamo disposti a percorrere la "libertà dello spazio aperto che ci porterebbe, come spiriti liberi, a trovare la verità che ci renderebbe liberi?". Il Signore ha dato la sua preziosissima vita per dirci "Seguimi e troverai la pista, nel deserto, che ti renderà libero/ra e, quindi, la gioia dell'incontro con il Divino.


Preghiera

Gesù, fra le altre cose ci indica di scuoterci i sandali, là dove non siamo ricevuti. Portarci appresso, attaccati al cuore, risentimenti, rabbie che ci scorticano la vita procurano male a noi e a chi incontriamo sul nostro cammino. E allora, Signore, aiutaci a lasciare andare, aiutaci a concentrarci sul buono, sul bello che tu sei perché possiamo dirigere lo sguardo del cuore sull'amore che sempre ci doni. Amen


Commento

C'è una parabola che fa parte dell'utente del "loto" che racconta che la pioggia della legge cade su tutta la vegetazione: i piccoli arbusti, i medi arbusti, i grandi arbusti. Cade sui piccoli alberi, i medi alberi, i grandi alberi. Ogni pianta assorbe l'acqua dell'amorevole legge a seconda della sua capacità di farsi penetrare da essa. Il Signore, come amorevole acqua piove su tutti gli essere umani, su tutti gli esseri viventi. Noi, come esseri umani, abbiamo la responsabilità di dissodare il nostro terreno personale affinché il Signore penetri e faccia germogliare e poi fruttificare la nostra pianta.


Commento

Esiste una sapienza illusoria fatta di concetti, priva di reale curiosità per l'altro: un sapere che vorrebbe nutrire solamente il proprio ego, che per ovvie ragioni sarà sempre in perdita. Esiste la sapienza di un cuore aperto al proprio intimo e, conseguentemente, aperto all'altro da me. Riconoscere le proprie fragilità nell'altro ci renderebbe un po' più amorevoli e quindi un po' più umani. Esiste un'intelligenza povera di comprensione, che sfrutta il suo sapere, le sue intelettualizzazioni, per svalorizzare l'altro, per umiliarlo, evitando così di soffermarsi sulle proprie pochezze. L'ego può essere un padrone molto esigente. Esiste, anche, la sapienza del cuore che sa farsi grembo accogliente per le proprie e le altrui debolezze: questa è, secondo il mio intendere, la sapienza dei "piccoli". Gesù ci invita a lasciare tutto ciò che di futile, e quindi dannoso, ingombri la nostra vita e allora potremmo scoprire con meraviglia e gioia, l'aprirsi di una via nella foresta della nostra vita: quella che ci conduce a Lui.


Preghiera

Quando tutto sembra essere sconvolto, quando tutto sembra essere perduto, ecco che il Signore che guarda oltre la tempesta, placa le acque e ci ricorda che la fede in Lui ci salva. La barca, i sostegni effimeri ai quali ci affidiamo vengono meno. Ed ecco che chiamando Gesù dal profondo del nostro cuore, giunge la bonaccia del suo amore per noi e allora ricordiamo ancora una volta che c'è una volontà salvifica nella quale siamo immersi. Signore, aiutaci ad accrescere la nostra fede in te, sostienici nei sconvolgimenti della nostra vita per aprirci ad una dimensione più grande, quella della tua salvifica e amorevole presenza. Amen.


Commento

Ho trovato questa frase di don Giussani che legge benissimo il Vangelo di oggi, il mio preferito, quello della frase del centurione che viene ricordata a messa prima della partecipazione all'eucarestia. ("Uno sguardo": Il miracolo più grande, da cui i discepoli erano colpiti tutti i giorni, non era quello delle gambe raddrizzate, della pelle mondata, della vista riacquistata. Il miracolo più grande era quello già accennato: era uno sguardo rivelatore dell'umano cui non ci si poteva sottrarre. Non c'è nulla che convinca l'uomo come uno sguardo che afferri e riconosca ciò che esso è, che scopra l'uomo a se stesso. Gesù vedeva dentro l'uomo, nessuno poteva nascondersi davanti a lui, di fronte a lui la profondità della coscienza non aveva segreti. Don Giussani All'origine della pretesa cristiana cap.5 par.1 )


Preghiera

Gesù si avvicina al lebbroso e lo tocca, anche se la legge proclama che, così facendo, ci si contagia e si diventa impuri. Gesù entra in contatto con il nostro "male", lo condivide, non si tiene a distanza di sicurezza dal "contagio", lo assume su di sè per portare guarigione. Gesù ci indica di non fare proclami, ma di vivere il regno, perché solo così si può dare testimonianza del cuore guarito dalla sua parola.
Signore, aiutaci ad accrescere la nostra fede, perché guariti nell'anima, possiamo testimoniare il tuo amore per l'umanità. Amen


Riflessione

Il Vangelo odierno (Mt 7,6.12-14) ci conduce a riflettere sulla nostra postura psicologico/spirituale. Siamo capaci di decentrarci, rinunciando a gloriarci del suono delle nostre parole considerando chi abbiamo di fronte?
I Porci non peccano perché pestano le perle, semplicemente amano le carrube.
Spesso il problema siamo noi quando saliamo sul pulpito e proclamiamo cose che gonfiano maggiormente il nostro povero ego anziché essere motivo d'incontro reale con l'altro. Se, passando dalla porta stretta che implica la difficoltà di un percorso di crescita, riusciremo a creare relazioni significative, allora incontreremo Dio e la legge ed i profeti acquisiranno profondità e senso nelle nostre vite.


Riflessione

C'è uno scritto che proviene dal Buddismo che dice "chi accende una lanterna per sé, illumina il cammino anche a chi gli è vicino, sempre".


Riflessione

Mi ha sempre affascinato Il donatore felice, questo dipinto, questa sagoma/porta che si apre su un'ambiente accogliente, caldo. "Io sono la porta", entrate voi tutti che siete stanchi, oppressi ed Io vi ristorerò. E noi, siamo in grado di seguire l'esempio di Gesù e diventare porta di speranza e illuminare la nostra e l'altrui vita?


Preghiera

Che il Signore ci aiuti a scendere dal treno in corsa di un mondo illusorio per approdare alla consapevolezza del senso profondo e sacro della nostra vita: l'amore. Amen


Riflessione

Che cosa dirige la nostra vita? Abbiamo fede in Colui che, per amore ci ha creati, oppure vaghiamo come anime in pena servendo i padroni di questo mondo? Il mondo, spesso, ci propone banchetti succulenti che ci lasciano a stomaco vuoto. E noi, come criceti, continuiamo a girare nella stessa mortifera ruota, quando basterebbe saltare fuori dall'ingranaggio che ci imprigiona per scoprire in noi l'essenziale. Credere che continuare ad approvvigionarci ai vari banchetti che il mondo ci propone per non sentire il vuoto esistenziale, è una pia illusione. Come dice Monsignor Zuppi in dialogo con il professor Recalcati, la credenza non è fede. La credenza spogliata dalla fede è un illusorio contentino. Ma il Signore ha un progetto grande per i suoi figli. Il Signore ci dà il pane che ci nutre in eterno. Lui, l'Eterno, è il progetto e chi scoprirà in sé "il Dio progettante", che è amore, sarà salvo.


Preghiera

Il Signore ci dà istruzioni su come pregare: "non sprecate parole, come fanno i pagani". Il "Padre nostro" è la preghiera che contiene tutto quello che è veramente importante. Gesù ci dice che l'importante è la disposizione del cuore a farsi cavo, per accogliere lo Spirito divino in noi e Lui, che fa nuove tutte le cose, ci darà quello di cui abbiamo realmente bisogno.
Il nostro ego si nutre di parole superflue. Il Signore ama la purezza del nostro cuore.
S. Francesco si è spogliato degli abiti "del superfluo" per indossare la "nudità del cuore" e ha potuto assaporare la meraviglia di ogni cosa: il miracolo della vita, in ogni sua forma. "Solo se diventerete come bambini, entrerete nel regno dei cieli ".
Signore, aiutaci a spogliarci di tutto ciò che gonfia il nostro ego, per scoprire il noi la meraviglia del miracolo che siamo e del miracolo della vita che ci circonda. Amen


Preghiera

Oggi, Gesù ci indica una postura estremamente difficile: amare i nostri nemici. Ognuno, dentro di sé, alberga parti che vorrebbero creare ostacoli alla nostra crescita, alla nostra piena consapevolezza di chi siamo veramente. Dovremmo cominciare col guardarci dentro, col guardare agli ostacoli che si frappongono fra noi e il "cielo".
Spesso il primo nemico da amare siamo proprio noi stessi... Gli altri, fuori di noi, rappresentano quelle parti di noi che nascondiamo "sotto il tappeto", per poi proiettarle sul prossimo...
Aiutaci, Signore, ad avere consapevolezza delle nostre fragilità, in modo tale da rendere il mondo migliore. Amen.


Preghiera

Per Gesù, ognuno di noi ha un valore profondo, inestimabile: guarda la folla e si commuove. Lui, che sa vedere nel nostro cuore, che sa scorgere le nostre inquietudini, i nostri dolori... si commuove... Signore, aiutaci a comprendere la sacralità della nostra vita, di ogni suo attimo, di ogni suo palpito, di ogni respiro che, amorevolmente, ci concedi.
Ognuno di noi è importante per Te, nelle sue differenze, nelle sue peculiarità... A Tua immagine ci hai creati e ci hai amati. Aiutaci a riconoscerci in Te, Padre nostro e Padre della vita, in ogni sua forma... Amen.


Preghiera

Maria, pur non comprendendo le parole di Gesù, le custodisce nel suo cuore. E allora preghiamo il Signore perché ci aiuti a custodire tutto ciò che ancora facciamo fatica a comprendere, nella fiducia che verrà il giorno in cui il nostro dolore, il buio che ci opprime, la gioia che improvvisamente si accende innanzi allo sbocciare di un esile fiore, acquisirà un senso, il senso profondo della nostra vita. Impariamo da Maria. Lei, che è umile di cuore, ci insegna la giusta postura che è la fiducia nel disegno eterno di Dio.


Riflessione

Il Signore che ci ama, è venuto a portare a compimento ciò che ci porta ad essere individui liberi. E' venuto a portare la vita, la via che ci porta verso il buono, il bene, il bello, anche se, apparentemente, ci sembra di perdere qualcosa, in realtà Lui sa quello che è meglio per noi, le esperienze che ci fanno evolvere e arrivare ad una maggiore consapevolezza di ciò che siamo veramente. Da bambina rispondevo, in un sogno, a colui che mi provocava con domande maligne: "Io sono il prolungamento dell'amore di Dio e Lui mi salverà dal male dentro e fuori di me...". Non so da dove mi venisse tale certezza, ma ancora oggi, le sono rimasta fedele.


Preghiera

La fede inizia quando crediamo in noi stessi, poiché il Signore ha messo una luce in ciascuno di noi. Cerchiamo di averne cura, di non spegnerla, di non nasconderla e di farla brillare perché quella luce è il "Dio in noi", una lampada che illumina il nostro e l'altrui cammino. Signore, aiutaci a tenere accesa la luce del cuore che Tu sei, perché possiamo avere sempre il punto di riferimento per la nostra e l'altrui vita. Amen


Preghiera

Gesù, ancora una volta, si scontra con le autorità religiose in Gerusalemme e dice: "come mai si dice che il Cristo è il figlio di Davide?". Davide stesso, nei salmi, lo chiama mio Signore. Ancora una volta, Gesù, ci interroga sulla sua identità. Gesù discende da Davide, ma è molto di più! Gesù ci invita, ancora una volta, a rinunciare alla presunzione di sapere tutto sulla sua identità! Gesù è oltre qualsiasi idea preconfezionata che ci si può fare di Lui. Aiutaci Signore ad inginocchiarci innanzi al profondo mistero della tua immensità che mai nessuna parola, nessuna idea potrà mai abbracciare perché Tu sei sempre più in là, oltre le nostre povere idee di Te. Aiutaci Signore ad avere l'intelligenza e l'umiltà che ne scaturisce, per immergerci nel mistero che Tu sei: un'amore che sempre ci precede. Amen
Preghiera

Può capitare di pensare a cosa sarà di noi, nel futuro. Gesù ci propone uno sguardo nuovo sulla realtà dell'oggi: siamo dentro il disegno di Dio, nell'eterno presente. La resurrezione illumina il nostro "qui e ora" sul "là e allora", indicandoci la direzione dell'oggi: vivere da vivi, adesso. E allora preghiamo il Signore perché ci aiuti ad avere fede in Lui che è il Dio dei viventi, ad aver fede nel suo progetto d'amore. Amen.


Riflessione

Il futuro non verrà costruito con la forza, nemmeno con il desiderio di conquista, ma attraverso la paziente applicazione del metodo democratico, lo spirito di consenso costruttivo e il rispetto della libertà. (Alcide de Gasperi)


Riflessione

Gesù entra nel tempio osservando che è diventato un "covo di ladri". Dove si mercanteggia con Dio, dove si cercano tornaconti personali, dove si utilizza la casa del Signore per fini utilitaristici. Gesù maledice l'albero di fichi, che è sinonimo del tempio, perché non porta frutto. Lui è il tempio vivente che ci indica il Sacro, ci indica la strada per diventare alberi fruttuosi, capaci di una vita che genera vita. Allora preghiamo il Signore perché possiamo diventare consapevoli delle storture che ci portano a sopravvivere in una postura "infruttuosa" perché, guardando a Lui, lasciamo emergere anche in noi "il Sacro".


Preghiera

Mi dice un'amico che Timeo è il libro sapiente di Platone. Non sarà la sapienza mondana a salvarci, ma la sapienza, che ci condurrà ad aprire lo sguardo sul Signore e a camminare accanto a Lui. Preghiamo, allora, per avere l'umiltà di chiederGli uno sguardo illuminato e illuminante.


Commento

Se vediamo veramente, senza illusioni, senza lasciarci trascinare dalla corrente del mondo che ci porta a confondere la realtà con la finzione, allora vediamo il Signore e questa visione ci salva. Non avremo più bisogno del mantello delle nostre difese perché il Signore sarà la nostra sicurezza. L'unica vera sicurezza. Siamo un po' tutti Bartimeo.


Commento

"L'inizio del sacro è accorgersi che nulla è banale. L'inizio dell'intelligenza è distinguere il rumore dall'essenziale. L'inizio della bellezza è abitare il tempo senza fretta. L'inizio dell'amore è restare quando potresti fuggire. L'inizio della compassione è riconoscere la propria ferita nell'altro".


Preghiera

"È bene per voi che io me ne vada perché giungerà a voi il Paraclito".
Cristo, morendo a questo mondo e risuscitando, attraverso lo Spirito Santo, permea il mondo e ci viene in soccorso quando ci sentiamo soli, tristi, abbandonati. Viene per rianimarci, per condurci a pensare, a sperimentare che un soccorritore ci attende per dirci che il male non prevarrà, che la giustizia non è di questo mondo. Il Signore è il re, non secondo le logiche mercenarie di questo mondo, ma secondo la legge dell'amore che porterà la vera pace e la vera giustizia. Aiutaci Signore a seguire il tuo esempio, a muoverci in questo mondo con mitezza e umiltà. Aiutaci a comprendere, con il cuore, che l'amore è la via che porta alla salvezza. Amen


Preghiera

Non siamo orfani. Lo spirito divino, il Paraclito, l'avvocato difensore che Gesù promette ai suoi discepoli e promette ad ognuno di noi, ci sostiene in un mondo che vorrebbe spingerci a conformarci ad esso, ad un mondo che vorrebbe distogliere lo sguardo dalle cose eterne. Aiutaci Signore ad accrescere la nostra fede in te e a cercare la luce nelle tenebre della vita, a volgere lo sguardo verso il bello e il buono che è dentro ognuno di noi e che Tu sei. Amen


Riflessione

Dio è glorificato ed è felice quando la nostra vita, liberata dai rami secchi, si dispiega, diventa vita viva che porta tanto frutto. Gesù ci parla dell'importanza fondamentale dell'inter-dipendenza: la vite Gesù, il tralcio noi, il vignaiolo il Padre che si prende cura di potare tutto ciò che è di ostacolo alla nostra crescita, al nostro vivere, non tanto una vita lunga, ma una vita larga(come dice Recalcati), una vita viva che può far crescere il frutto delle sue potenzialità. Il tralcio non può vivere senza la vite da cui prende vita continua e non può vivere senza qualcuno che se ne prenda cura, il vignaiolo. Lasciare andare sicurezze, progetti, relazioni. A volte, sorprendentemente, ci porta a mantenere lo sguardo a colui che sempre opera in noi, se lasciamo aperta la porta del cuore.


Riflessione

"Lasciarsi rinnovare da Cristo". "Io faccio nuove tutte le cose", dice Gesù. L'eterno presente, che abbraccia tutto ciò che esiste ed è in divenire, ci chiede di dare forma al suo sogno: che tutti, in Lui, possiamo sentirci amati da un'amore che sempre ci precede. I tempi cambiano. Non cristallizziamoci nel "si è sempre fatto così...". Il Signore investe in noi continuamente. Ha dato ad ognuno diversi talenti perché li mettessimo a frutto, perché crescendo avessimo la capacità di comprendere che "un amore ci precede" perché potessimo comprendere che lo scopo della vita è imparare ad amare. Cominciamo con l'immaginare la possibilità di un mondo migliore. Impariamo a trovare strade nuove per avvicinare le persone al senso della vita che è amore. Bravo Don Jacopo che ha pensato al catechismo per adulti. Non cerchiamo di imprigionare il Signore in chiese "polverose", Dio ci chiede di farlo vivere in noi, nel nostro quotidiano. Apriamo le porte del cuore. Liberiamoci dai vari ingombri che non lasciano spazio allo spirito e lo Spirito ci guiderà nell'immaginare nuove, vivificanti prospettive.


Preghiera

Siamo un po' tutti Filippo che chiede a Gesù di mostrargli il Padre. A volte, siamo fatti di domande ingenue. "Se avete conosciuto me, avete conosciuto il Padre, perché io sono nel Padre e il Padre è in me. Se chiederete qualcosa in nome mio io lo farò, perché il Padre sia glorificato". Gesù ci svela il mistero della trinità: il Padre, il Figlio, lo Spirito Santo: sono una sola cosa. Lo Spirito Santo è la forza vitale, divina, che muove tutte le cose. A volte, potremmo aspettarci cose spettacolari, ma lo spettacolare sta nelle cose di "tutti i giorni": saper stare accanto, saper fare spazio all'altro per meglio ascoltarlo, essere pregni di presenza. Il Signore opera in noi e noi siamo veramente figli quando lasciamo che la forza divina diventi la nostra forza e si dispieghi dentro e fuori di noi, nel mondo. Aiutaci Signore a farti spazio e ad agirti nelle cose della vita. Amen


Riflessione

"Dicci chi sei!". A questa insistente domanda, fatta nella notte dell'incertezza, Gesù risponde: "le mie opere parlano per me, dicono chi sono. Io e il Padre siamo la stessa cosa." Non esiste relazione senza la capacità di stare nell'incertezza, senza considerare il rischio dell'imprevedibile. Spesso abbiamo l'assurda pretesa che l'altro sia come lo penso io, ma non esiste relazione senza accettazione del rischio dell'imprevedibile. Ora, il Signore ci chiede di avere fiducia in lui, ha dato i segni che direbbero chi Lui sia. La domanda è: siamo capaci di credergli "nell'inverno della nostra incredula incertezza?". In inverno tutto sembra morto, ma tutto è in attesa della rivelazione della primavera. Preghiamo perché il Signore rinnovi in noi la speranza che anche la notte più buia attende la luce che verrà.


Preghiera

Ricordando chi ha dato la vita per liberarci dall'oppressione nazifascista, preghiamo perché abbiano a finire tutte le guerre dentro e fuori di noi. Amen.


Riflessione

Buona festa della liberazione
E liberaci dal male oscuro che alberga nel nostro cuore, cosicché rischiarati dalla Parola che è amore, possiamo portare nel mondo la tua immagine. Amen


Riflessione

Gesù,seduto alla destra del padre, conferma la Parola con i suoi segni e dice ai discepoli: "andate in tutto il mondo e portate a tutti la mia parola". Quindi un messaggio per tutti. Gesù accompagna la Parola con i segni: scacciare demoni ovvero tutto ciò che rende impura la nostra vita, il peccato, parlare una lingua comprensibile a tutti, ovvero la lingua del Vangelo che contiene lo spirito di Gesù e ci rende fratelli tutti. Renderete innocui i serpenti, ovvero il male che, alla fine, non prevarrà. Imporrete le mani e guarirete, con le parole del vangelo che se varcheranno i cancelli del cuore, risaneranno dalla malattia che miete più vittime: la chiusura del cuore.


Commento

"Ciò che è di tutti deve essere approvato da tutti" In primis, credo, che occorra una preparazione personale su cosa significhi "ciò che è di tutti" e una preparazione per comprendere che ciò che è di tutti, deve prima essere rispettato e poi approvato. Si danno tante cose per scontate purtroppo. Secondo me, occorrerebbero dei corsi per aiutare le persone a prendere consapevolezza che spesso non esiste il mio e il tuo: il Vangelo è di tutti e per tutti. Per quel che riguarda l'anzianità, penso che sarebbe necessaria una maggiore sensibilità verso la persona anziana che, purtroppo, in quanto non più produttiva, viene dimenticata negli scantinati della vita. Viviamo in un epoca storica dove la vita umana ha valore finché è uno strumento che produce guadagni. Poi assistiamo ad un tramonto repentino dell'interesse verso la persona per poi relegarla ai margini della vita a domandare il pezzo di pane dell'"essere vista", dell'"essere guardata", dell'"essere ascoltata". Il discorso sarebbe molto più lungo ed articolato, ma avremo tempo e modo di approfondirlo...


Commento

Dice Gesù: "chi mangia del corpo che io sono, vivrà in eterno". Gesù non offre solo un’idea, ma vuole incarnarsi in ognuno di noi, vivere in noi: una presenza che vuole restare, che ci prende per mano perché non ci si senta più soli e perché, portandola dentro di noi, la facciamo vivere nel suo modo di essere, che è amore.


Riflessione

Dice il Buddha: "Io sono il buon medico che guarisce tutte le malattie.. Ogni tanto scompaio perché, così facendo, mantengo in voi la tensione della ricerca. Se mi aveste sempre con voi, non vi aiuterei nel vostro percorso. La ricerca mantiene la tensione giusta perché non vi addormentiate e possiate così continuare il vostro cammino di crescita".


Riflessione

Dio è molto di più delle immagini che ci siamo fatte di lui. Non sappiamo tutto di Dio. Se credo di comprenderlo totalmente, non è Dio, ma un idolo. La folla che, nel cap.6 di Giovanni non comprende che la manna che saziò il popolo nel deserto a suo tempo, non è che l'immagine del pane vero. "Io sono il pane che scende dal cielo e dà la vita al mondo", dice Gesù. La folla che lo ha seguito non comprende, e noi?


Riflessione

Ricordo le parole di H. Hesse: le anime degli uomini sono come un lago profondo dalla superficie stretta. La superficie è illuminata dalla luce del sole che porta vita. Man mano che si scende in profondità si fa sempre più buio, l'acqua meno ossigenata costringe le sue molecole a spintonarsi per raggiungere la superficie. Alcune vi riescono e riprendono vita, altre muoiono in profondità, contaminando la vita dell'intero lago.. Questo a dire che se non ci occupiamo di far emergere le nostre parti più oscure, queste contamineranno l'intera nostra vita, con tutte le conseguenze a catena del caso.


Preghiera

Gesù, aiutaci a non soffermarci alla superficie. Aiutaci a lasciarci andare con fiducia a te che conosci l'animo umano. Donaci la forza e il coraggio di affrontare i lati più bui, più spaventosi dei nostri abissi, affinché possiamo tornare alla "luce". Amen


Riflessione

Gesù ci viene in soccorso quando abbiamo paura delle acque che ci sommergono. La fiducia in Lui ci dà la forza di affrontare i mostri dei nostri abissi per ritornare in superficie più forti di prima, perché avendo frequentato "il profondo" che abita ciascuno di noi, possiamo tornare più fortificati e più fiduciosi in Colui che non è mai superficiale e, per questo, comprende i nostri lati più nascosti e ci aiuta ad affrontarli.


Riflessione

Cinque pani e due pesci: cosa saranno mai per sfamare 5000 persone! Gesù ci indica di mettere a disposizione ciò che abbiamo e poi Lui compie il segno. Il Signore ci invita alla responsabilità anche del piccolo gesto, poi Lui lo riempie dello straordinario dell'impensabile. Verranno sfamate 5000 persone e avanzerà ancora del cibo. Il Signore, ancora una volta, ci invita a prendere coscienza della sovrabbondanza con la quale nutre tutti noi, se solo cominciamo a metterci in movimento con quello che abbiamo, con quello che siamo, ognuno con le sue potenzialità, con le sue predisposizioni, poi lui moltiplica il cibo che è cibo di vita, cibo d'amore.