Pensieri e commenti
by Autori Vari
Ogni articolo del blog nasce per stimolare riflessioni. Molti lettori, dopo aver letto, sentono il desiderio di condividere impressioni, emozioni o pensieri. In questa sezione raccogliamo le loro parole: è qui che le esperienze si incontrano, le idee si ascoltano e le prospettive si arricchiscono.
Preghiera
Quando tutto sembra essere sconvolto, quando tutto sembra essere perduto, ecco che il Signore che guarda oltre la tempesta, placa le acque e ci ricorda che la fede in Lui ci salva. La barca, i sostegni effimeri ai quali ci affidiamo vengono meno. Ed ecco che chiamando Gesù dal profondo del nostro cuore, giunge la bonaccia del suo amore per noi e allora ricordiamo ancora una volta che c'è una volontà salvifica nella quale siamo immersi. Signore, aiutaci ad accrescere la nostra fede in te, sostienici nei sconvolgimenti della nostra vita per aprirci ad una dimensione più grande, quella della tua salvifica e amorevole presenza. Amen.
Commento
Ho trovato questa frase di don Giussani che legge benissimo il Vangelo di oggi, il mio preferito, quello della frase del centurione che viene ricordata a messa prima della partecipazione all'eucarestia. ("Uno sguardo": Il miracolo più grande, da cui i discepoli erano colpiti tutti i giorni, non era quello delle gambe raddrizzate, della pelle mondata, della vista riacquistata. Il miracolo più grande era quello già accennato: era uno sguardo rivelatore dell'umano cui non ci si poteva sottrarre. Non c'è nulla che convinca l'uomo come uno sguardo che afferri e riconosca ciò che esso è, che scopra l'uomo a se stesso. Gesù vedeva dentro l'uomo, nessuno poteva nascondersi davanti a lui, di fronte a lui la profondità della coscienza non aveva segreti. Don Giussani All'origine della pretesa cristiana cap.5 par.1 )
Preghiera
Gesù si avvicina al lebbroso e lo tocca, anche se la legge proclama che, così facendo, ci si contagia e si diventa impuri.
Gesù entra in contatto con il nostro "male", lo condivide, non si tiene a distanza di sicurezza dal "contagio", lo assume su di sè per portare guarigione.
Gesù ci indica di non fare proclami, ma di vivere il regno, perché solo così si può dare testimonianza del cuore guarito dalla sua parola.
Signore, aiutaci ad accrescere la nostra fede, perché guariti nell'anima, possiamo testimoniare il tuo amore per l'umanità.
Amen
Riflessione
Il Vangelo odierno (Mt 7,6.12-14) ci conduce a riflettere sulla nostra postura psicologico/spirituale. Siamo capaci di decentrarci, rinunciando a gloriarci del suono delle nostre parole considerando chi abbiamo di fronte?
I Porci non peccano perché pestano le perle, semplicemente amano le carrube.
Spesso il problema siamo noi quando saliamo sul pulpito e proclamiamo cose che gonfiano maggiormente il nostro povero ego anziché essere motivo d'incontro reale con l'altro.
Se, passando dalla porta stretta che implica la difficoltà di un percorso di crescita, riusciremo a creare relazioni significative, allora incontreremo Dio e la legge ed i profeti acquisiranno profondità e senso nelle nostre vite.
Riflessione
C'è uno scritto che proviene dal Buddismo che dice "chi accende una lanterna per sé, illumina il cammino anche a chi gli è vicino, sempre".
Riflessione
Mi ha sempre affascinato Il donatore felice, questo dipinto, questa sagoma/porta che si apre su un'ambiente accogliente, caldo. "Io sono la porta", entrate voi tutti che siete stanchi, oppressi ed Io vi ristorerò. E noi, siamo in grado di seguire l'esempio di Gesù e diventare porta di speranza e illuminare la nostra e l'altrui vita?
Preghiera
Che il Signore ci aiuti a scendere dal treno in corsa di un mondo illusorio per approdare alla consapevolezza del senso profondo e sacro della nostra vita: l'amore. Amen
Riflessione
Che cosa dirige la nostra vita? Abbiamo fede in Colui che, per amore ci ha creati, oppure vaghiamo come anime in pena servendo i padroni di questo mondo? Il mondo, spesso, ci propone banchetti succulenti che ci lasciano a stomaco vuoto. E noi, come criceti, continuiamo a girare nella stessa mortifera ruota, quando basterebbe saltare fuori dall'ingranaggio che ci imprigiona per scoprire in noi l'essenziale. Credere che continuare ad approvvigionarci ai vari banchetti che il mondo ci propone per non sentire il vuoto esistenziale, è una pia illusione. Come dice Monsignor Zuppi in dialogo con il professor Recalcati, la credenza non è fede. La credenza spogliata dalla fede è un illusorio contentino. Ma il Signore ha un progetto grande per i suoi figli. Il Signore ci dà il pane che ci nutre in eterno. Lui, l'Eterno, è il progetto e chi scoprirà in sé "il Dio progettante", che è amore, sarà salvo.
Preghiera
Il Signore ci dà istruzioni su come pregare: "non sprecate parole, come fanno i pagani".
Il "Padre nostro" è la preghiera che contiene tutto quello che è veramente importante.
Gesù ci dice che l'importante è la disposizione del cuore a farsi cavo, per accogliere lo Spirito divino in noi e Lui, che fa nuove tutte le cose, ci darà quello di cui abbiamo realmente bisogno.
Il nostro ego si nutre di parole superflue.
Il Signore ama la purezza del nostro cuore.
S. Francesco si è spogliato degli abiti "del superfluo" per indossare la "nudità del cuore" e ha potuto assaporare la meraviglia di ogni cosa: il miracolo della vita, in ogni sua forma.
"Solo se diventerete come bambini, entrerete nel regno dei cieli ".
Signore, aiutaci a spogliarci di tutto ciò che gonfia il nostro ego, per scoprire il noi la meraviglia del miracolo che siamo e del miracolo della vita che ci circonda.
Amen
Preghiera
Oggi, Gesù ci indica una postura estremamente difficile: amare i nostri nemici.
Ognuno, dentro di sé, alberga parti che vorrebbero creare ostacoli alla nostra crescita, alla nostra piena consapevolezza di chi siamo veramente.
Dovremmo cominciare col guardarci dentro, col guardare agli ostacoli che si frappongono fra noi e il "cielo".
Spesso il primo nemico da amare siamo proprio noi stessi... Gli altri, fuori di noi, rappresentano quelle parti di noi che nascondiamo "sotto il tappeto", per poi proiettarle sul prossimo...
Aiutaci, Signore, ad avere consapevolezza delle nostre fragilità, in modo tale da rendere il mondo migliore. Amen.
Preghiera
Per Gesù, ognuno di noi ha un valore profondo, inestimabile: guarda la folla e si commuove.
Lui, che sa vedere nel nostro cuore, che sa scorgere le nostre inquietudini, i nostri dolori... si commuove...
Signore, aiutaci a comprendere la sacralità della nostra vita, di ogni suo attimo, di ogni suo palpito, di ogni respiro che, amorevolmente, ci concedi.
Ognuno di noi è importante per Te, nelle sue differenze, nelle sue peculiarità...
A Tua immagine ci hai creati e ci hai amati.
Aiutaci a riconoscerci in Te, Padre nostro e Padre della vita, in ogni sua forma...
Amen.
Preghiera
Maria, pur non comprendendo le parole di Gesù, le custodisce nel suo cuore. E allora preghiamo il Signore perché ci aiuti a custodire tutto ciò che ancora facciamo fatica a comprendere, nella fiducia che verrà il giorno in cui il nostro dolore, il buio che ci opprime, la gioia che improvvisamente si accende innanzi allo sbocciare di un esile fiore, acquisirà un senso, il senso profondo della nostra vita. Impariamo da Maria. Lei, che è umile di cuore, ci insegna la giusta postura che è la fiducia nel disegno eterno di Dio.
Riflessione
Il Signore che ci ama, è venuto a portare a compimento ciò che ci porta ad essere individui liberi. E' venuto a portare la vita, la via che ci porta verso il buono, il bene, il bello, anche se, apparentemente, ci sembra di perdere qualcosa, in realtà Lui sa quello che è meglio per noi, le esperienze che ci fanno evolvere e arrivare ad una maggiore consapevolezza di ciò che siamo veramente. Da bambina rispondevo, in un sogno, a colui che mi provocava con domande maligne: "Io sono il prolungamento dell'amore di Dio e Lui mi salverà dal male dentro e fuori di me...". Non so da dove mi venisse tale certezza, ma ancora oggi, le sono rimasta fedele.
Preghiera
La fede inizia quando crediamo in noi stessi, poiché il Signore ha messo una luce in ciascuno di noi. Cerchiamo di averne cura, di non spegnerla, di non nasconderla e di farla brillare perché quella luce è il "Dio in noi", una lampada che illumina il nostro e l'altrui cammino. Signore, aiutaci a tenere accesa la luce del cuore che Tu sei, perché possiamo avere sempre il punto di riferimento per la nostra e l'altrui vita. Amen
Preghiera
Gesù, ancora una volta, si scontra con le autorità religiose in Gerusalemme e dice: "come mai si dice che il Cristo è il figlio di Davide?". Davide stesso, nei salmi, lo chiama mio Signore. Ancora una volta, Gesù, ci interroga sulla sua identità. Gesù discende da Davide, ma è molto di più! Gesù ci invita, ancora una volta, a rinunciare alla presunzione di sapere tutto sulla sua identità! Gesù è oltre qualsiasi idea preconfezionata che ci si può fare di Lui. Aiutaci Signore ad inginocchiarci innanzi al profondo mistero della tua immensità che mai nessuna parola, nessuna idea potrà mai abbracciare perché Tu sei sempre più in là, oltre le nostre povere idee di Te. Aiutaci Signore ad avere l'intelligenza e l'umiltà che ne scaturisce, per immergerci nel mistero che Tu sei: un'amore che sempre ci precede. Amen
Preghiera
Può capitare di pensare a cosa sarà di noi, nel futuro. Gesù ci propone uno sguardo nuovo sulla realtà dell'oggi: siamo dentro il disegno di Dio, nell'eterno presente. La resurrezione illumina il nostro "qui e ora" sul "là e allora", indicandoci la direzione dell'oggi: vivere da vivi, adesso. E allora preghiamo il Signore perché ci aiuti ad avere fede in Lui che è il Dio dei viventi, ad aver fede nel suo progetto d'amore. Amen.
Riflessione
Il futuro non verrà costruito con la forza, nemmeno con il desiderio di conquista, ma attraverso la paziente applicazione del metodo democratico, lo spirito di consenso costruttivo e il rispetto della libertà. (Alcide de Gasperi)
Riflessione
Gesù entra nel tempio osservando che è diventato un "covo di ladri". Dove si mercanteggia con Dio, dove si cercano tornaconti personali, dove si utilizza la casa del Signore per fini utilitaristici. Gesù maledice l'albero di fichi, che è sinonimo del tempio, perché non porta frutto. Lui è il tempio vivente che ci indica il Sacro, ci indica la strada per diventare alberi fruttuosi, capaci di una vita che genera vita. Allora preghiamo il Signore perché possiamo diventare consapevoli delle storture che ci portano a sopravvivere in una postura "infruttuosa" perché, guardando a Lui, lasciamo emergere anche in noi "il Sacro".
Preghiera
Mi dice un'amico che Timeo è il libro sapiente di Platone. Non sarà la sapienza mondana a salvarci, ma la sapienza, che ci condurrà ad aprire lo sguardo sul Signore e a camminare accanto a Lui. Preghiamo, allora, per avere l'umiltà di chiederGli uno sguardo illuminato e illuminante.
Commento
Se vediamo veramente, senza illusioni, senza lasciarci trascinare dalla corrente del mondo che ci porta a confondere la realtà con la finzione, allora vediamo il Signore e questa visione ci salva. Non avremo più bisogno del mantello delle nostre difese perché il Signore sarà la nostra sicurezza. L'unica vera sicurezza. Siamo un po' tutti Bartimeo.
Commento
"L'inizio del sacro è accorgersi che nulla è banale. L'inizio dell'intelligenza è distinguere il rumore dall'essenziale. L'inizio della bellezza è abitare il tempo senza fretta. L'inizio dell'amore è restare quando potresti fuggire. L'inizio della compassione è riconoscere la propria ferita nell'altro".
Preghiera
"È bene per voi che io me ne vada perché giungerà a voi il Paraclito".
Cristo, morendo a questo mondo e risuscitando, attraverso lo Spirito Santo, permea il mondo e ci viene in soccorso quando ci sentiamo soli, tristi, abbandonati. Viene per rianimarci, per condurci a pensare, a sperimentare che un soccorritore ci attende per dirci che il male non prevarrà, che la giustizia non è di questo mondo. Il Signore è il re, non secondo le logiche mercenarie di questo mondo, ma secondo la legge dell'amore che porterà la vera pace e la vera giustizia.
Aiutaci Signore a seguire il tuo esempio, a muoverci in questo mondo con mitezza e umiltà. Aiutaci a comprendere, con il cuore, che l'amore è la via che porta alla salvezza. Amen
Preghiera
Non siamo orfani. Lo spirito divino, il Paraclito, l'avvocato difensore che Gesù promette ai suoi discepoli e promette ad ognuno di noi, ci sostiene in un mondo che vorrebbe spingerci a conformarci ad esso, ad un mondo che vorrebbe distogliere lo sguardo dalle cose eterne. Aiutaci Signore ad accrescere la nostra fede in te e a cercare la luce nelle tenebre della vita, a volgere lo sguardo verso il bello e il buono che è dentro ognuno di noi e che Tu sei. Amen
Riflessione
Dio è glorificato ed è felice quando la nostra vita, liberata dai rami secchi, si dispiega, diventa vita viva che porta tanto frutto. Gesù ci parla dell'importanza fondamentale dell'inter-dipendenza: la vite Gesù, il tralcio noi, il vignaiolo il Padre che si prende cura di potare tutto ciò che è di ostacolo alla nostra crescita, al nostro vivere, non tanto una vita lunga, ma una vita larga(come dice Recalcati), una vita viva che può far crescere il frutto delle sue potenzialità. Il tralcio non può vivere senza la vite da cui prende vita continua e non può vivere senza qualcuno che se ne prenda cura, il vignaiolo. Lasciare andare sicurezze, progetti, relazioni. A volte, sorprendentemente, ci porta a mantenere lo sguardo a colui che sempre opera in noi, se lasciamo aperta la porta del cuore.
Riflessione
"Lasciarsi rinnovare da Cristo". "Io faccio nuove tutte le cose", dice Gesù. L'eterno presente, che abbraccia tutto ciò che esiste ed è in divenire, ci chiede di dare forma al suo sogno: che tutti, in Lui, possiamo sentirci amati da un'amore che sempre ci precede. I tempi cambiano. Non cristallizziamoci nel "si è sempre fatto così...". Il Signore investe in noi continuamente. Ha dato ad ognuno diversi talenti perché li mettessimo a frutto, perché crescendo avessimo la capacità di comprendere che "un amore ci precede" perché potessimo comprendere che lo scopo della vita è imparare ad amare. Cominciamo con l'immaginare la possibilità di un mondo migliore. Impariamo a trovare strade nuove per avvicinare le persone al senso della vita che è amore. Bravo Don Jacopo che ha pensato al catechismo per adulti. Non cerchiamo di imprigionare il Signore in chiese "polverose", Dio ci chiede di farlo vivere in noi, nel nostro quotidiano. Apriamo le porte del cuore. Liberiamoci dai vari ingombri che non lasciano spazio allo spirito e lo Spirito ci guiderà nell'immaginare nuove, vivificanti prospettive.
Preghiera
Siamo un po' tutti Filippo che chiede a Gesù di mostrargli il Padre. A volte, siamo fatti di domande ingenue. "Se avete conosciuto me, avete conosciuto il Padre, perché io sono nel Padre e il Padre è in me. Se chiederete qualcosa in nome mio io lo farò, perché il Padre sia glorificato". Gesù ci svela il mistero della trinità: il Padre, il Figlio, lo Spirito Santo: sono una sola cosa. Lo Spirito Santo è la forza vitale, divina, che muove tutte le cose. A volte, potremmo aspettarci cose spettacolari, ma lo spettacolare sta nelle cose di "tutti i giorni": saper stare accanto, saper fare spazio all'altro per meglio ascoltarlo, essere pregni di presenza. Il Signore opera in noi e noi siamo veramente figli quando lasciamo che la forza divina diventi la nostra forza e si dispieghi dentro e fuori di noi, nel mondo. Aiutaci Signore a farti spazio e ad agirti nelle cose della vita. Amen
Riflessione
"Dicci chi sei!". A questa insistente domanda, fatta nella notte dell'incertezza, Gesù risponde: "le mie opere parlano per me, dicono chi sono. Io e il Padre siamo la stessa cosa." Non esiste relazione senza la capacità di stare nell'incertezza, senza considerare il rischio dell'imprevedibile. Spesso abbiamo l'assurda pretesa che l'altro sia come lo penso io, ma non esiste relazione senza accettazione del rischio dell'imprevedibile. Ora, il Signore ci chiede di avere fiducia in lui, ha dato i segni che direbbero chi Lui sia. La domanda è: siamo capaci di credergli "nell'inverno della nostra incredula incertezza?". In inverno tutto sembra morto, ma tutto è in attesa della rivelazione della primavera. Preghiamo perché il Signore rinnovi in noi la speranza che anche la notte più buia attende la luce che verrà.
Preghiera
Ricordando chi ha dato la vita per liberarci dall'oppressione nazifascista, preghiamo perché abbiano a finire tutte le guerre dentro e fuori di noi. Amen.
Riflessione
Buona festa della liberazione
E liberaci dal male oscuro che alberga nel nostro cuore,
cosicché rischiarati dalla Parola che è amore, possiamo portare nel mondo la tua immagine. Amen
Riflessione
Gesù,seduto alla destra del padre, conferma la Parola con i suoi segni e dice ai discepoli: "andate in tutto il mondo e portate a tutti la mia parola". Quindi un messaggio per tutti. Gesù accompagna la Parola con i segni: scacciare demoni ovvero tutto ciò che rende impura la nostra vita, il peccato, parlare una lingua comprensibile a tutti, ovvero la lingua del Vangelo che contiene lo spirito di Gesù e ci rende fratelli tutti. Renderete innocui i serpenti, ovvero il male che, alla fine, non prevarrà. Imporrete le mani e guarirete, con le parole del vangelo che se varcheranno i cancelli del cuore, risaneranno dalla malattia che miete più vittime: la chiusura del cuore.
Commento
"Ciò che è di tutti deve essere approvato da tutti" In primis, credo, che occorra una preparazione personale su cosa significhi "ciò che è di tutti" e una preparazione per comprendere che ciò che è di tutti, deve prima essere rispettato e poi approvato. Si danno tante cose per scontate purtroppo. Secondo me, occorrerebbero dei corsi per aiutare le persone a prendere consapevolezza che spesso non esiste il mio e il tuo: il Vangelo è di tutti e per tutti. Per quel che riguarda l'anzianità, penso che sarebbe necessaria una maggiore sensibilità verso la persona anziana che, purtroppo, in quanto non più produttiva, viene dimenticata negli scantinati della vita. Viviamo in un epoca storica dove la vita umana ha valore finché è uno strumento che produce guadagni. Poi assistiamo ad un tramonto repentino dell'interesse verso la persona per poi relegarla ai margini della vita a domandare il pezzo di pane dell'"essere vista", dell'"essere guardata", dell'"essere ascoltata". Il discorso sarebbe molto più lungo ed articolato, ma avremo tempo e modo di approfondirlo...
Commento
Dice Gesù: "chi mangia del corpo che io sono, vivrà in eterno". Gesù non offre solo un’idea, ma vuole incarnarsi in ognuno di noi, vivere in noi: una presenza che vuole restare, che ci prende per mano perché non ci si senta più soli e perché, portandola dentro di noi, la facciamo vivere nel suo modo di essere, che è amore.
Riflessione
Dice il Buddha: "Io sono il buon medico che guarisce tutte le malattie.. Ogni tanto scompaio perché, così facendo, mantengo in voi la tensione della ricerca. Se mi aveste sempre con voi, non vi aiuterei nel vostro percorso. La ricerca mantiene la tensione giusta perché non vi addormentiate e possiate così continuare il vostro cammino di crescita".
Riflessione
Dio è molto di più delle immagini che ci siamo fatte di lui. Non sappiamo tutto di Dio. Se credo di comprenderlo totalmente, non è Dio, ma un idolo. La folla che, nel cap.6 di Giovanni non comprende che la manna che saziò il popolo nel deserto a suo tempo, non è che l'immagine del pane vero. "Io sono il pane che scende dal cielo e dà la vita al mondo", dice Gesù. La folla che lo ha seguito non comprende, e noi?
Riflessione
Ricordo le parole di H. Hesse: le anime degli uomini sono come un lago profondo dalla superficie stretta. La superficie è illuminata dalla luce del sole che porta vita. Man mano che si scende in profondità si fa sempre più buio, l'acqua meno ossigenata costringe le sue molecole a spintonarsi per raggiungere la superficie. Alcune vi riescono e riprendono vita, altre muoiono in profondità, contaminando la vita dell'intero lago.. Questo a dire che se non ci occupiamo di far emergere le nostre parti più oscure, queste contamineranno l'intera nostra vita, con tutte le conseguenze a catena del caso.
Preghiera
Gesù, aiutaci a non soffermarci alla superficie. Aiutaci a lasciarci andare con fiducia a te che conosci l'animo umano. Donaci la forza e il coraggio di affrontare i lati più bui, più spaventosi dei nostri abissi, affinché possiamo tornare alla "luce". Amen
Riflessione
Gesù ci viene in soccorso quando abbiamo paura delle acque che ci sommergono. La fiducia in Lui ci dà la forza di affrontare i mostri dei nostri abissi per ritornare in superficie più forti di prima, perché avendo frequentato "il profondo" che abita ciascuno di noi, possiamo tornare più fortificati e più fiduciosi in Colui che non è mai superficiale e, per questo, comprende i nostri lati più nascosti e ci aiuta ad affrontarli.
Riflessione
Cinque pani e due pesci: cosa saranno mai per sfamare 5000 persone! Gesù ci indica di mettere a disposizione ciò che abbiamo e poi Lui compie il segno. Il Signore ci invita alla responsabilità anche del piccolo gesto, poi Lui lo riempie dello straordinario dell'impensabile. Verranno sfamate 5000 persone e avanzerà ancora del cibo. Il Signore, ancora una volta, ci invita a prendere coscienza della sovrabbondanza con la quale nutre tutti noi, se solo cominciamo a metterci in movimento con quello che abbiamo, con quello che siamo, ognuno con le sue potenzialità, con le sue predisposizioni, poi lui moltiplica il cibo che è cibo di vita, cibo d'amore.
Riflessione
Cinque pani e due pesci: cosa saranno mai per sfamare 5000 persone! Gesù ci indica di mettere a disposizione ciò che abbiamo e poi Lui compie il segno. Il Signore ci invita alla responsabilità anche del piccolo gesto, poi Lui lo riempie dello straordinario dell'impensabile. Verranno sfamate 5000 persone e avanzerà ancora del cibo. Il Signore, ancora una volta, ci invita a prendere coscienza della sovrabbondanza con la quale nutre tutti noi, se solo cominciamo a metterci in movimento con quello che abbiamo, con quello che siamo, ognuno con le sue potenzialità, con le sue predisposizioni, poi lui moltiplica il cibo che è cibo di vita, cibo d'amore.
Riflessione
Dio ha talmente amato il mondo da mandare suo Figlio a salvarlo. Il Signore è amore e l'amore può solo amare. La vera condanna è il non accettare il dono della salvezza. La vera condanna ce la infliggiamo noi quando non accettiamo questo dono divino. Dio ci lascia liberi, non ci obbliga a corrispondergli. Quando amiamo, di vero amore, che non è dipendenza dall'altro, che non ha a che fare con la paura della punizione, allora si spalancano per noi le porte del cielo. Dio ci ha amato per primo senza porre condizioni. Siamo liberi di scegliere se dirigerci verso le tenebre o verso luce.
Riflessione
Dio ha talmente amato il mondo da mandare suo Figlio a salvarlo. Il Signore è amore e l'amore può solo amare. La vera condanna è il non accettare il dono della salvezza. La vera condanna ce la infliggiamo noi quando non accettiamo questo dono divino. Dio ci lascia liberi, non può obbligarci a corrispondergli. Quando amiamo, di vero amore, che non è dipendenza dall'altro, che non ha a che fare con la paura della punizione, allora si spalancano per noi le porte del cielo. Dio ci ha amato per primo, senza porre condizioni, noi siamo liberi di scegliere se dirigerci verso le tenebre o verso luce.
Commento
Grande Montale, così profondamente graffiante, così delicatamente leggero.
Commento
Montale dedica ad un amico: "Ripenso al tuo sorriso, ed è per me un'acqua limpida, scorta per l'avventura tra le pietraie d'un greto, esiguo specchio in cui guardi un'ellera e i suoi corimbi".
Riflessione
Sorriso, porta gaia dell'anima. Sorriso, raggio di sole che sfiora, dolce, la guancia dell'animo turbato ed è subito alba ed è subito brezza leggera che asciuga pietosa la lacrima incerta e silenziosa di una notte di pioggia.
Riflessione
Spesso dimentichiamo che banalizzare la domanda del "come stai", senza creare il tempo e lo spazio per accogliere realmente la risposta dell'altro, è come creare una frattura anche in sé. Ci dimentichiamo che la separazione fra noi e gli altri è solo illusoria. L'altro, se abbiamo occhi per vedere e cuore per sentire, è una parte di noi, magari "nascosta sotto il tappeto", ma non per questo meno reale. Spesso non abbiamo un ascolto attento dell'altro perché quello che ci propone ci riporta ad "un nostro" che non vogliamo ascoltare, perché disturbante. Soltanto riappropriandoci delle nostre parti "in ombra" potremo trovare quell'integrita' che ci allontanerebbe da un giudizio troppo feroce.
Preghiera
Gesù risponde con ironia a Nicodemo: "Tu che sei maestro in Israele, cosa hai da dire di nuovo?". E noi, cosa abbiamo da dire di nuovo?? Cosa sappiamo, se proponiamo discorsi intellettuali che gonfiano il nostro ego? Gesù conosce Dio perché è in relazione con Lui. Può parlare "delle cose del cielo" perché non è teorico, ma perché vive con corpo e anima lo spirito. E noi, sappiamo utilizzare l'impalcatura della teoria dandogli la "carne dello spirito? Lo spirito, come il vento, soffia e può trovare dimora dentro ognuno di noi, se solo riusciamo ad incarnarlo, se solo riusciamo a dare carne, sostanza, esperienza all'impalcatura teorica, che pure è importante, ma non è assolutamente sufficiente. Sappiamo abbandonarci allo Spirito che, come il vento, non sappiamo da dove viene ne' dove va? Abbiamo fiducia in colui che fa nuove tutte le cose? Possiamo dire di aver compreso l'opera del Signore in noi soltanto se nutriti, incarnati di grazia divina. Signore, aiutaci a mettere da parte il nostro: "noi sappiamo", che si nutre di teorie intelletualistiche, e donaci la grazia di abbandonarci al vento dello Spirito che si fa carne in ognuno di noi quando ci abbandoniamo a te, quando siamo in relazione con Te che ti rinnovi in noi quando sappiamo affidarci con fiducia. Amen
Riflessione
Io sono infinito e sconfinato mare e, dalle mie profondità, emergo a consolare questi vostri cuori infranti, questi vostri cuori smarriti nei sentieri delle vostre vite. Io sono la Vita, chi mi segue non sarà mai solo.
Riflessione
Che commovente questo aspettare di Gesù, Risorto, sulla spiaggia. Lui, ancora prepara un banchetto per i suoi discepoli. Accende un fuoco e dice loro di portare il pesce pescato, come a dire che ognuno di noi deve collaborare affinché l'episodio miracoloso avvenga. Ancora una volta il Signore si fa presente nello spezzare il pane. Nell'Eucaristia, ancora e sempre, Gesù offre se stesso per la salvezza di tutti noi, cosicché, partecipando del sacro banchetto, possiamo ogni volta unirci a Colui che da sempre ci ama.
Riflessione
Gesù si avvicina a noi come fa con i discepoli di Emmaus, quando, sconsolati, cerchiamo rifugio nell'illusione di un benessere perduto. Diceva mio nonno: "si stava meglio quando si stava peggio". Ecco che il Signore si fa presente quando ci sente delusi e senza speranza per riportarci sulla "strada". Cosa state cercando? Si, cosa stiamo cercando? Abbiamo occhi per vederlo nelle vicissitudini della nostra vita? Abbiamo un cuore aperto perché entri la sua parola, che salva e che ci rimette in cammino? Emmaus è la nostalgia del tempo che fu, è l'illusione che non riempie in quanto tale, quando Gesù parla fa ardere il cuore e ci dona l'energia per ricominciare il cammino.
Riflessione
Io sono… Nel cielo allungo il mio respiro leggero. Io sono… Nel sole depongo le mie mani pulite, sono nella terra che mi ha dato alla luce, nei campi sterminati dove lo sguardo si perde, nella speranza di un verde tenero e solare. Sono nel fiore che apre il suo candido cuore alla rugiada mattutina, nella foglia che giunta al suo ultimo giorno saluta il caro ramo. Sono nei tuoi occhi sinceri che guardano stupiti le tenere stelle e si domandano con cuore fanciullo: perché? Sono nelle tue calde mani che si stringono sicure, in quelle di un bambino impaurito dall’inferno del cuore. Sono in te stesso quando, liberato da ogni corazza, ti lasci fluire nel mare della vita.
Riflessione
Ci sono momenti della vita che appaiono "eterni": l'abbraccio pieno di presenza dell'amico, la musica che ci porta lontano in un altrove ganciato ai limiti illusori del tempo e dello spazio, uno sguardo luminoso che si alza sul nostro, pieno di gioia da condividere. Ecco, è proprio in questi rari momenti che l'eternità sembra diventare la nostra casa senza confini. "E mi sovien l'eterno e le morte stagioni e la presente e viva e il suon di lei... Così tra questa immensità s'annega il pensier mio e il naufragar m'è dolce in questo mare".
Preghiera
Nel silenzio sacro del sepolcro, Gesù attende il momento in cui risorgerà per tornare là da dove era partito: nell'infinito cuore del Padre. Auguro a noi tutti, in questo sabato santo, di saper fare silenzio, un silenzio gravido di presenza e di attesa, per meglio accogliere il Cristo salvatore del mondo dentro e fuori di noi. Amen
Commento
In resurrezione le passioni delle nostre vite.
Preghiera
Gesù porta con sé il dolore del mondo e sempre ci salva dall'ombra del peccato quando perdiamo di mira il "bersaglio" salvifico dell'amore che è più forte del male. Lui ci ha tanto amati da trasformare in resurrezione le passioni delle nostre vite. Signore, ti ringraziamo per l'amore incondizionato che sempre ci doni, per l'amore che trasforma i nostri dolori in "medicina". E allora sarà festa, luce che illumina ogni dubbio, ogni mistero che ancora non riusciamo a dipanare. Grazie Gesù per l'immensa opportunità che ci doni. Attraverso di Te, che apri un varco verso il cielo, ci illumini dell'eterna speranza di un regno nel quale ogni lacrima verrà raccolta e trasformata il gioia infinita. Amen
Riflessione
Il Giovedì santo, preludio che precede il triduo pasquale: passione, morte e resurrezione di nostro Signore. Gesù scende nell'abisso del nostri dolori, nei dolori di tutta l'umanità. Si rende presente e rimane presente nelle nostre vite. È presente nell'Eucaristia, consegnando se stesso per Amore. Ci nutre col suo corpo per suscitare Amore in noi, perché possiamo, attraverso di Lui, vincolare il suo Amore distribuendolo fra di noi. Lui è affidabilità assoluta. Non ci svela tutti i misteri della vita, ma si dona a tutti noi, nel pane che nutre le nostre anime: "Io sono il pane della vita, a chi si nutre di me, si spalancheranno le porte dell'eternità".
Preghiera
Giuda rimane un mistero. È colui che per denaro vende la vita di Gesù e al tempo stesso è lo strumento attraverso il quale Dio compie il suo disegno e porta redenzione al mondo. E allora, Gesù aiutaci ad accogliere i misteri che ci proponi, aiutaci a comprendere il male che compiamo intenzionalmente da quello che deriva dalla risposta a certi nostri vissuti traumatici o di difesa ai mali che colpiscono le nostre vite. Tu sei l'Io Sono, la luce del discernimento. Noi siamo tutti figli tuoie portiamo in noi la tua impronta. Fa che questo enorme potenziale ci trasformi davvero in esseri umani capaci di un amore sempre più grande... in cammino. Amen
Preghiera
Aiutaci Signore ad affidarci alla Luce che tu sei, anche nella notte più buia della nostra anima, quando le ombre calano sulla nostra natura divina oscurando lo scenario della speranza che Tu sei venuto a svelare. Amen
Riflessione
Stiamo vicini a Gesù in queste ore per lui difficili, dolorose. 'Padre allontana da me questo calice'. Facciamogli compagnia nella notte più oscura, stiamo desti e abbracciamolo nei nostri cuori.
Riflessione
Caifa, il sommo sacerdote, parla ai suoi nel sinedrio: "Gesù compie segni, non riusciremo a tenere a bada il popolo e, arriveranno i romani, meglio ucciderlo!". Dio entra il questa logica di potere e vi porta il suo piano ed ecco che, paradossalmente, le parole Caifa diventano un canale nel quale Dio s'inserisce per porvi il suo piano: la salvezza di tutta l'umanità.
Riflessione
Gesù si ritira in una città vicina al deserto. Vive un tempo di raccoglimento. Anche a lui serve un tempo per stare col Padre. E allora, anche noi troviamo il tempo per raccoglierci affinché il Signore parli ai nostri cuori.
Riflessione
"Bisogna creare il tempo perché le cose accadano".
Preghiera
Il Signore non è geloso. Egli desidera donare ciò che è. Ci vuole fare partecipi della sua gloria. Nelle Scritture sta scritto: "siete dei, tutti miei figli". Gesù è figlio per natura, noi esseri umani, per grazia divina. Gesù sta per essere lapidato, non per le sue opere buone, come dicono i giudei, ma perché si definisce Figlio di Dio. Dacci Signore la grazia di sentirci tutti immeritevoli figli tuoi. Che l'amore che tu sei ci avvolga e rafforzi la nostra fede il Te, fonte della vita.
Riflessione
Grande Montale! Sono d'accordo con te sul fatto che non ci soffermiamo a guardare le meraviglie dello "stagno"... si ha fretta di sconvolgere le acque... e così si perde la meraviglia di assaporare il bello e il buono che la vita ci potrebbe donare. Ricordo che da bambina la nonna mi preparava acqua saponata per fare le bolle, ero incantata dal riflesso che le bolle rimandavano. Fermarsi, darsi il tempo di assaporare la vita, le vite che animano "lo stagno", può essere un'inclinazione naturale, un dono, oppure un percorso che è esso stesso un dono. E che dire sul silenzio. Ci sono silenzi "benedetti" carichi di presenza, empatia, contemplazione e silenzi "maledetti" fatti di rabbia, rancori, chiusure aggressive. Siamo fatti, noi esseri umani, di tante cose. "La verità vi renderà liberi" dice il Signore. La consapevolezza del proprio mondo interno con tutto ciò che lo muove, è la base da cui partire per una vita degna di essere chiamata tale.
Preghiera
Signore, dacci oggi il pane quotidiano di una fede che apre alla speranza delle speranze: la vita eterna.