Pensieri e commenti
by Autori Vari
Ogni articolo del blog nasce per stimolare riflessioni. Molti lettori, dopo aver letto, sentono il desiderio di condividere impressioni, emozioni o pensieri. In questa sezione raccogliamo le loro parole: è qui che le esperienze si incontrano, le idee si ascoltano e le prospettive si arricchiscono.
Preghiera
Mi dice un'amico che Timeo è il libro sapiente di Platone. Non sarà la sapienza mondana a salvarci, ma la sapienza, che ci condurrà ad aprire lo sguardo sul Signore e a camminare accanto a Lui. Preghiamo, allora, per avere l'umiltà di chiederGli uno sguardo illuminato e illuminante.
Commento
Se vediamo veramente, senza illusioni, senza lasciarci trascinare dalla corrente del mondo che ci porta a confondere la realtà con la finzione, allora vediamo il Signore e questa visione ci salva. Non avremo più bisogno del mantello delle nostre difese perché il Signore sarà la nostra sicurezza. L'unica vera sicurezza. Siamo un po' tutti Bartimeo.
Commento
"L'inizio del sacro è accorgersi che nulla è banale. L'inizio dell'intelligenza è distinguere il rumore dall'essenziale. L'inizio della bellezza è abitare il tempo senza fretta. L'inizio dell'amore è restare quando potresti fuggire. L'inizio della compassione è riconoscere la propria ferita nell'altro".
Preghiera
"È bene per voi che io me ne vada perché giungerà a voi il Paraclito".
Cristo, morendo a questo mondo e risuscitando, attraverso lo Spirito Santo, permea il mondo e ci viene in soccorso quando ci sentiamo soli, tristi, abbandonati. Viene per rianimarci, per condurci a pensare, a sperimentare che un soccorritore ci attende per dirci che il male non prevarrà, che la giustizia non è di questo mondo. Il Signore è il re, non secondo le logiche mercenarie di questo mondo, ma secondo la legge dell'amore che porterà la vera pace e la vera giustizia.
Aiutaci Signore a seguire il tuo esempio, a muoverci in questo mondo con mitezza e umiltà. Aiutaci a comprendere, con il cuore, che l'amore è la via che porta alla salvezza. Amen
Preghiera
Non siamo orfani. Lo spirito divino, il Paraclito, l'avvocato difensore che Gesù promette ai suoi discepoli e promette ad ognuno di noi, ci sostiene in un mondo che vorrebbe spingerci a conformarci ad esso, ad un mondo che vorrebbe distogliere lo sguardo dalle cose eterne. Aiutaci Signore ad accrescere la nostra fede in te e a cercare la luce nelle tenebre della vita, a volgere lo sguardo verso il bello e il buono che è dentro ognuno di noi e che Tu sei. Amen
Riflessione
Dio è glorificato ed è felice quando la nostra vita, liberata dai rami secchi, si dispiega, diventa vita viva che porta tanto frutto. Gesù ci parla dell'importanza fondamentale dell'inter-dipendenza: la vite Gesù, il tralcio noi, il vignaiolo il Padre che si prende cura di potare tutto ciò che è di ostacolo alla nostra crescita, al nostro vivere, non tanto una vita lunga, ma una vita larga(come dice Recalcati), una vita viva che può far crescere il frutto delle sue potenzialità. Il tralcio non può vivere senza la vite da cui prende vita continua e non può vivere senza qualcuno che se ne prenda cura, il vignaiolo. Lasciare andare sicurezze, progetti, relazioni. A volte, sorprendentemente, ci porta a mantenere lo sguardo a colui che sempre opera in noi, se lasciamo aperta la porta del cuore.
Riflessione
"Lasciarsi rinnovare da Cristo". "Io faccio nuove tutte le cose", dice Gesù. L'eterno presente, che abbraccia tutto ciò che esiste ed è in divenire, ci chiede di dare forma al suo sogno: che tutti, in Lui, possiamo sentirci amati da un'amore che sempre ci precede. I tempi cambiano. Non cristallizziamoci nel "si è sempre fatto così...". Il Signore investe in noi continuamente. Ha dato ad ognuno diversi talenti perché li mettessimo a frutto, perché crescendo avessimo la capacità di comprendere che "un amore ci precede" perché potessimo comprendere che lo scopo della vita è imparare ad amare. Cominciamo con l'immaginare la possibilità di un mondo migliore. Impariamo a trovare strade nuove per avvicinare le persone al senso della vita che è amore. Bravo Don Jacopo che ha pensato al catechismo per adulti. Non cerchiamo di imprigionare il Signore in chiese "polverose", Dio ci chiede di farlo vivere in noi, nel nostro quotidiano. Apriamo le porte del cuore. Liberiamoci dai vari ingombri che non lasciano spazio allo spirito e lo Spirito ci guiderà nell'immaginare nuove, vivificanti prospettive.
Preghiera
Siamo un po' tutti Filippo che chiede a Gesù di mostrargli il Padre. A volte, siamo fatti di domande ingenue. "Se avete conosciuto me, avete conosciuto il Padre, perché io sono nel Padre e il Padre è in me. Se chiederete qualcosa in nome mio io lo farò, perché il Padre sia glorificato". Gesù ci svela il mistero della trinità: il Padre, il Figlio, lo Spirito Santo: sono una sola cosa. Lo Spirito Santo è la forza vitale, divina, che muove tutte le cose. A volte, potremmo aspettarci cose spettacolari, ma lo spettacolare sta nelle cose di "tutti i giorni": saper stare accanto, saper fare spazio all'altro per meglio ascoltarlo, essere pregni di presenza. Il Signore opera in noi e noi siamo veramente figli quando lasciamo che la forza divina diventi la nostra forza e si dispieghi dentro e fuori di noi, nel mondo. Aiutaci Signore a farti spazio e ad agirti nelle cose della vita. Amen
Riflessione
"Dicci chi sei!". A questa insistente domanda, fatta nella notte dell'incertezza, Gesù risponde: "le mie opere parlano per me, dicono chi sono. Io e il Padre siamo la stessa cosa." Non esiste relazione senza la capacità di stare nell'incertezza, senza considerare il rischio dell'imprevedibile. Spesso abbiamo l'assurda pretesa che l'altro sia come lo penso io, ma non esiste relazione senza accettazione del rischio dell'imprevedibile. Ora, il Signore ci chiede di avere fiducia in lui, ha dato i segni che direbbero chi Lui sia. La domanda è: siamo capaci di credergli "nell'inverno della nostra incredula incertezza?". In inverno tutto sembra morto, ma tutto è in attesa della rivelazione della primavera. Preghiamo perché il Signore rinnovi in noi la speranza che anche la notte più buia attende la luce che verrà.
Preghiera
Ricordando chi ha dato la vita per liberarci dall'oppressione nazifascista, preghiamo perché abbiano a finire tutte le guerre dentro e fuori di noi. Amen.
Riflessione
Buona festa della liberazione
E liberaci dal male oscuro che alberga nel nostro cuore,
cosicché rischiarati dalla Parola che è amore, possiamo portare nel mondo la tua immagine. Amen
Riflessione
Gesù,seduto alla destra del padre, conferma la Parola con i suoi segni e dice ai discepoli: "andate in tutto il mondo e portate a tutti la mia parola". Quindi un messaggio per tutti. Gesù accompagna la Parola con i segni: scacciare demoni ovvero tutto ciò che rende impura la nostra vita, il peccato, parlare una lingua comprensibile a tutti, ovvero la lingua del Vangelo che contiene lo spirito di Gesù e ci rende fratelli tutti. Renderete innocui i serpenti, ovvero il male che, alla fine, non prevarrà. Imporrete le mani e guarirete, con le parole del vangelo che se varcheranno i cancelli del cuore, risaneranno dalla malattia che miete più vittime: la chiusura del cuore.
Commento
"Ciò che è di tutti deve essere approvato da tutti" In primis, credo, che occorra una preparazione personale su cosa significhi "ciò che è di tutti" e una preparazione per comprendere che ciò che è di tutti, deve prima essere rispettato e poi approvato. Si danno tante cose per scontate purtroppo. Secondo me, occorrerebbero dei corsi per aiutare le persone a prendere consapevolezza che spesso non esiste il mio e il tuo: il Vangelo è di tutti e per tutti. Per quel che riguarda l'anzianità, penso che sarebbe necessaria una maggiore sensibilità verso la persona anziana che, purtroppo, in quanto non più produttiva, viene dimenticata negli scantinati della vita. Viviamo in un epoca storica dove la vita umana ha valore finché è uno strumento che produce guadagni. Poi assistiamo ad un tramonto repentino dell'interesse verso la persona per poi relegarla ai margini della vita a domandare il pezzo di pane dell'"essere vista", dell'"essere guardata", dell'"essere ascoltata". Il discorso sarebbe molto più lungo ed articolato, ma avremo tempo e modo di approfondirlo...
Commento
Dice Gesù: "chi mangia del corpo che io sono, vivrà in eterno". Gesù non offre solo un’idea, ma vuole incarnarsi in ognuno di noi, vivere in noi: una presenza che vuole restare, che ci prende per mano perché non ci si senta più soli e perché, portandola dentro di noi, la facciamo vivere nel suo modo di essere, che è amore.
Riflessione
Dice il Buddha: "Io sono il buon medico che guarisce tutte le malattie.. Ogni tanto scompaio perché, così facendo, mantengo in voi la tensione della ricerca. Se mi aveste sempre con voi, non vi aiuterei nel vostro percorso. La ricerca mantiene la tensione giusta perché non vi addormentiate e possiate così continuare il vostro cammino di crescita".
Riflessione
Dio è molto di più delle immagini che ci siamo fatte di lui. Non sappiamo tutto di Dio. Se credo di comprenderlo totalmente, non è Dio, ma un idolo. La folla che, nel cap.6 di Giovanni non comprende che la manna che saziò il popolo nel deserto a suo tempo, non è che l'immagine del pane vero. "Io sono il pane che scende dal cielo e dà la vita al mondo", dice Gesù. La folla che lo ha seguito non comprende, e noi?
Riflessione
Ricordo le parole di H. Hesse: le anime degli uomini sono come un lago profondo dalla superficie stretta. La superficie è illuminata dalla luce del sole che porta vita. Man mano che si scende in profondità si fa sempre più buio, l'acqua meno ossigenata costringe le sue molecole a spintonarsi per raggiungere la superficie. Alcune vi riescono e riprendono vita, altre muoiono in profondità, contaminando la vita dell'intero lago.. Questo a dire che se non ci occupiamo di far emergere le nostre parti più oscure, queste contamineranno l'intera nostra vita, con tutte le conseguenze a catena del caso.
Preghiera
Gesù, aiutaci a non soffermarci alla superficie. Aiutaci a lasciarci andare con fiducia a te che conosci l'animo umano. Donaci la forza e il coraggio di affrontare i lati più bui, più spaventosi dei nostri abissi, affinché possiamo tornare alla "luce". Amen
Riflessione
Gesù ci viene in soccorso quando abbiamo paura delle acque che ci sommergono. La fiducia in Lui ci dà la forza di affrontare i mostri dei nostri abissi per ritornare in superficie più forti di prima, perché avendo frequentato "il profondo" che abita ciascuno di noi, possiamo tornare più fortificati e più fiduciosi in Colui che non è mai superficiale e, per questo, comprende i nostri lati più nascosti e ci aiuta ad affrontarli.
Riflessione
Cinque pani e due pesci: cosa saranno mai per sfamare 5000 persone! Gesù ci indica di mettere a disposizione ciò che abbiamo e poi Lui compie il segno. Il Signore ci invita alla responsabilità anche del piccolo gesto, poi Lui lo riempie dello straordinario dell'impensabile. Verranno sfamate 5000 persone e avanzerà ancora del cibo. Il Signore, ancora una volta, ci invita a prendere coscienza della sovrabbondanza con la quale nutre tutti noi, se solo cominciamo a metterci in movimento con quello che abbiamo, con quello che siamo, ognuno con le sue potenzialità, con le sue predisposizioni, poi lui moltiplica il cibo che è cibo di vita, cibo d'amore.
Riflessione
Cinque pani e due pesci: cosa saranno mai per sfamare 5000 persone! Gesù ci indica di mettere a disposizione ciò che abbiamo e poi Lui compie il segno. Il Signore ci invita alla responsabilità anche del piccolo gesto, poi Lui lo riempie dello straordinario dell'impensabile. Verranno sfamate 5000 persone e avanzerà ancora del cibo. Il Signore, ancora una volta, ci invita a prendere coscienza della sovrabbondanza con la quale nutre tutti noi, se solo cominciamo a metterci in movimento con quello che abbiamo, con quello che siamo, ognuno con le sue potenzialità, con le sue predisposizioni, poi lui moltiplica il cibo che è cibo di vita, cibo d'amore.
Riflessione
Dio ha talmente amato il mondo da mandare suo Figlio a salvarlo. Il Signore è amore e l'amore può solo amare. La vera condanna è il non accettare il dono della salvezza. La vera condanna ce la infliggiamo noi quando non accettiamo questo dono divino. Dio ci lascia liberi, non ci obbliga a corrispondergli. Quando amiamo, di vero amore, che non è dipendenza dall'altro, che non ha a che fare con la paura della punizione, allora si spalancano per noi le porte del cielo. Dio ci ha amato per primo senza porre condizioni. Siamo liberi di scegliere se dirigerci verso le tenebre o verso luce.
Riflessione
Dio ha talmente amato il mondo da mandare suo Figlio a salvarlo. Il Signore è amore e l'amore può solo amare. La vera condanna è il non accettare il dono della salvezza. La vera condanna ce la infliggiamo noi quando non accettiamo questo dono divino. Dio ci lascia liberi, non può obbligarci a corrispondergli. Quando amiamo, di vero amore, che non è dipendenza dall'altro, che non ha a che fare con la paura della punizione, allora si spalancano per noi le porte del cielo. Dio ci ha amato per primo, senza porre condizioni, noi siamo liberi di scegliere se dirigerci verso le tenebre o verso luce.
Commento
Grande Montale, così profondamente graffiante, così delicatamente leggero.
Commento
Montale dedica ad un amico: "Ripenso al tuo sorriso, ed è per me un'acqua limpida, scorta per l'avventura tra le pietraie d'un greto, esiguo specchio in cui guardi un'ellera e i suoi corimbi".
Riflessione
Sorriso, porta gaia dell'anima. Sorriso, raggio di sole che sfiora, dolce, la guancia dell'animo turbato ed è subito alba ed è subito brezza leggera che asciuga pietosa la lacrima incerta e silenziosa di una notte di pioggia.
Riflessione
Spesso dimentichiamo che banalizzare la domanda del "come stai", senza creare il tempo e lo spazio per accogliere realmente la risposta dell'altro, è come creare una frattura anche in sé. Ci dimentichiamo che la separazione fra noi e gli altri è solo illusoria. L'altro, se abbiamo occhi per vedere e cuore per sentire, è una parte di noi, magari "nascosta sotto il tappeto", ma non per questo meno reale. Spesso non abbiamo un ascolto attento dell'altro perché quello che ci propone ci riporta ad "un nostro" che non vogliamo ascoltare, perché disturbante. Soltanto riappropriandoci delle nostre parti "in ombra" potremo trovare quell'integrita' che ci allontanerebbe da un giudizio troppo feroce.
Preghiera
Gesù risponde con ironia a Nicodemo: "Tu che sei maestro in Israele, cosa hai da dire di nuovo?". E noi, cosa abbiamo da dire di nuovo?? Cosa sappiamo, se proponiamo discorsi intellettuali che gonfiano il nostro ego? Gesù conosce Dio perché è in relazione con Lui. Può parlare "delle cose del cielo" perché non è teorico, ma perché vive con corpo e anima lo spirito. E noi, sappiamo utilizzare l'impalcatura della teoria dandogli la "carne dello spirito? Lo spirito, come il vento, soffia e può trovare dimora dentro ognuno di noi, se solo riusciamo ad incarnarlo, se solo riusciamo a dare carne, sostanza, esperienza all'impalcatura teorica, che pure è importante, ma non è assolutamente sufficiente. Sappiamo abbandonarci allo Spirito che, come il vento, non sappiamo da dove viene ne' dove va? Abbiamo fiducia in colui che fa nuove tutte le cose? Possiamo dire di aver compreso l'opera del Signore in noi soltanto se nutriti, incarnati di grazia divina. Signore, aiutaci a mettere da parte il nostro: "noi sappiamo", che si nutre di teorie intelletualistiche, e donaci la grazia di abbandonarci al vento dello Spirito che si fa carne in ognuno di noi quando ci abbandoniamo a te, quando siamo in relazione con Te che ti rinnovi in noi quando sappiamo affidarci con fiducia. Amen
Riflessione
Io sono infinito e sconfinato mare e, dalle mie profondità, emergo a consolare questi vostri cuori infranti, questi vostri cuori smarriti nei sentieri delle vostre vite. Io sono la Vita, chi mi segue non sarà mai solo.
Riflessione
Che commovente questo aspettare di Gesù, Risorto, sulla spiaggia. Lui, ancora prepara un banchetto per i suoi discepoli. Accende un fuoco e dice loro di portare il pesce pescato, come a dire che ognuno di noi deve collaborare affinché l'episodio miracoloso avvenga. Ancora una volta il Signore si fa presente nello spezzare il pane. Nell'Eucaristia, ancora e sempre, Gesù offre se stesso per la salvezza di tutti noi, cosicché, partecipando del sacro banchetto, possiamo ogni volta unirci a Colui che da sempre ci ama.
Riflessione
Gesù si avvicina a noi come fa con i discepoli di Emmaus, quando, sconsolati, cerchiamo rifugio nell'illusione di un benessere perduto. Diceva mio nonno: "si stava meglio quando si stava peggio". Ecco che il Signore si fa presente quando ci sente delusi e senza speranza per riportarci sulla "strada". Cosa state cercando? Si, cosa stiamo cercando? Abbiamo occhi per vederlo nelle vicissitudini della nostra vita? Abbiamo un cuore aperto perché entri la sua parola, che salva e che ci rimette in cammino? Emmaus è la nostalgia del tempo che fu, è l'illusione che non riempie in quanto tale, quando Gesù parla fa ardere il cuore e ci dona l'energia per ricominciare il cammino.
Riflessione
Io sono… Nel cielo allungo il mio respiro leggero. Io sono… Nel sole depongo le mie mani pulite, sono nella terra che mi ha dato alla luce, nei campi sterminati dove lo sguardo si perde, nella speranza di un verde tenero e solare. Sono nel fiore che apre il suo candido cuore alla rugiada mattutina, nella foglia che giunta al suo ultimo giorno saluta il caro ramo. Sono nei tuoi occhi sinceri che guardano stupiti le tenere stelle e si domandano con cuore fanciullo: perché? Sono nelle tue calde mani che si stringono sicure, in quelle di un bambino impaurito dall’inferno del cuore. Sono in te stesso quando, liberato da ogni corazza, ti lasci fluire nel mare della vita.
Riflessione
Ci sono momenti della vita che appaiono "eterni": l'abbraccio pieno di presenza dell'amico, la musica che ci porta lontano in un altrove ganciato ai limiti illusori del tempo e dello spazio, uno sguardo luminoso che si alza sul nostro, pieno di gioia da condividere. Ecco, è proprio in questi rari momenti che l'eternità sembra diventare la nostra casa senza confini. "E mi sovien l'eterno e le morte stagioni e la presente e viva e il suon di lei... Così tra questa immensità s'annega il pensier mio e il naufragar m'è dolce in questo mare".
Preghiera
Nel silenzio sacro del sepolcro, Gesù attende il momento in cui risorgerà per tornare là da dove era partito: nell'infinito cuore del Padre. Auguro a noi tutti, in questo sabato santo, di saper fare silenzio, un silenzio gravido di presenza e di attesa, per meglio accogliere il Cristo salvatore del mondo dentro e fuori di noi. Amen
Commento
In resurrezione le passioni delle nostre vite.
Preghiera
Gesù porta con sé il dolore del mondo e sempre ci salva dall'ombra del peccato quando perdiamo di mira il "bersaglio" salvifico dell'amore che è più forte del male. Lui ci ha tanto amati da trasformare in resurrezione le passioni delle nostre vite. Signore, ti ringraziamo per l'amore incondizionato che sempre ci doni, per l'amore che trasforma i nostri dolori in "medicina". E allora sarà festa, luce che illumina ogni dubbio, ogni mistero che ancora non riusciamo a dipanare. Grazie Gesù per l'immensa opportunità che ci doni. Attraverso di Te, che apri un varco verso il cielo, ci illumini dell'eterna speranza di un regno nel quale ogni lacrima verrà raccolta e trasformata il gioia infinita. Amen
Riflessione
Il Giovedì santo, preludio che precede il triduo pasquale: passione, morte e resurrezione di nostro Signore. Gesù scende nell'abisso del nostri dolori, nei dolori di tutta l'umanità. Si rende presente e rimane presente nelle nostre vite. È presente nell'Eucaristia, consegnando se stesso per Amore. Ci nutre col suo corpo per suscitare Amore in noi, perché possiamo, attraverso di Lui, vincolare il suo Amore distribuendolo fra di noi. Lui è affidabilità assoluta. Non ci svela tutti i misteri della vita, ma si dona a tutti noi, nel pane che nutre le nostre anime: "Io sono il pane della vita, a chi si nutre di me, si spalancheranno le porte dell'eternità".
Preghiera
Giuda rimane un mistero. È colui che per denaro vende la vita di Gesù e al tempo stesso è lo strumento attraverso il quale Dio compie il suo disegno e porta redenzione al mondo. E allora, Gesù aiutaci ad accogliere i misteri che ci proponi, aiutaci a comprendere il male che compiamo intenzionalmente da quello che deriva dalla risposta a certi nostri vissuti traumatici o di difesa ai mali che colpiscono le nostre vite. Tu sei l'Io Sono, la luce del discernimento. Noi siamo tutti figli tuoie portiamo in noi la tua impronta. Fa che questo enorme potenziale ci trasformi davvero in esseri umani capaci di un amore sempre più grande... in cammino. Amen
Preghiera
Aiutaci Signore ad affidarci alla Luce che tu sei, anche nella notte più buia della nostra anima, quando le ombre calano sulla nostra natura divina oscurando lo scenario della speranza che Tu sei venuto a svelare. Amen
Riflessione
Stiamo vicini a Gesù in queste ore per lui difficili, dolorose. 'Padre allontana da me questo calice'. Facciamogli compagnia nella notte più oscura, stiamo desti e abbracciamolo nei nostri cuori.
Riflessione
Caifa, il sommo sacerdote, parla ai suoi nel sinedrio: "Gesù compie segni, non riusciremo a tenere a bada il popolo e, arriveranno i romani, meglio ucciderlo!". Dio entra il questa logica di potere e vi porta il suo piano ed ecco che, paradossalmente, le parole Caifa diventano un canale nel quale Dio s'inserisce per porvi il suo piano: la salvezza di tutta l'umanità.
Riflessione
Gesù si ritira in una città vicina al deserto. Vive un tempo di raccoglimento. Anche a lui serve un tempo per stare col Padre. E allora, anche noi troviamo il tempo per raccoglierci affinché il Signore parli ai nostri cuori.
Riflessione
"Bisogna creare il tempo perché le cose accadano".
Preghiera
Il Signore non è geloso. Egli desidera donare ciò che è. Ci vuole fare partecipi della sua gloria. Nelle Scritture sta scritto: "siete dei, tutti miei figli". Gesù è figlio per natura, noi esseri umani, per grazia divina. Gesù sta per essere lapidato, non per le sue opere buone, come dicono i giudei, ma perché si definisce Figlio di Dio. Dacci Signore la grazia di sentirci tutti immeritevoli figli tuoi. Che l'amore che tu sei ci avvolga e rafforzi la nostra fede il Te, fonte della vita.
Riflessione
Grande Montale! Sono d'accordo con te sul fatto che non ci soffermiamo a guardare le meraviglie dello "stagno"... si ha fretta di sconvolgere le acque... e così si perde la meraviglia di assaporare il bello e il buono che la vita ci potrebbe donare. Ricordo che da bambina la nonna mi preparava acqua saponata per fare le bolle, ero incantata dal riflesso che le bolle rimandavano. Fermarsi, darsi il tempo di assaporare la vita, le vite che animano "lo stagno", può essere un'inclinazione naturale, un dono, oppure un percorso che è esso stesso un dono. E che dire sul silenzio. Ci sono silenzi "benedetti" carichi di presenza, empatia, contemplazione e silenzi "maledetti" fatti di rabbia, rancori, chiusure aggressive. Siamo fatti, noi esseri umani, di tante cose. "La verità vi renderà liberi" dice il Signore. La consapevolezza del proprio mondo interno con tutto ciò che lo muove, è la base da cui partire per una vita degna di essere chiamata tale.
Preghiera
Signore, dacci oggi il pane quotidiano di una fede che apre alla speranza delle speranze: la vita eterna.
Riflessione
Gesu' apre prospettive enormi: i giudei lo accusano di essere un mentitore. Vedono nelle sue parole, addirittura, la conferma di una possessione demoniaca. Hanno il cuore chiuso e per questo non riescono a percepire la grandiosità del messaggio del Signore, che attraverso Cristo Gesù ci mette "in mezzo ad una grande verità: la promessa dell'eternità della vita".
Riflessione
L'angelo di Dio propone a Maria orizzonti immensi. Maria, turbata perché si sente piccola per tanta grandezza. La grazia di Dio, quando entra nelle nostre singole vite, le trasforma, e non abbiamo più paura perché la Grazia smuove cose che sembravano macigni, lavora in noi e ci porta in luoghi, situazioni che sembravano impossibili da cogliere e da affrontare. Il Signore entra nella storia grazie all'umile Sì di Maria. Il Signore entra, attraverso il nostro personale "si", nelle nostre vite e, allora, non avremo più paura.
Riflessione
"dove vado io non potete venire, dice Gesù ai farisei, verrete dopo." Dio, in Cristo Gesù, ci ama così tanto da regalarci la grande speranza della vita eterna. Apre per tutti noi, nessuno escluso, la possibilità di partecipare al grande banchetto e sarà gioia infinita. Ogni lacrima diverrà una goccia di rugiada divina.
Riflessione
Amicizia: vi rifugiate in lui in lui amate
Commento
Non conoscevo di K. Gibran queste stupende parole sull'amicizia. Pregando ringrazio il Signore.
Commento
Il nome di questo poeta libanese, di origine araba, significa "colui che aggiusta, ripara, consola, ricompensa".
Riflessione
Sull’amicizia: Il vostro amico è il vostro bisogno saziato. È il campo che seminate con amore e mietete con riconoscenza. È la vostra mensa e il vostro focolare. Poiché, affamati, vi rifugiate in lui e lo ricercate per la vostra pace. Quando l’amico vi confida il suo pensiero, non negategli la vostra approvazione, né abbiate paura di contraddirlo. E quando tace, il vostro cuore non smetta di ascoltare il suo cuore: Nell’amicizia ogni pensiero, ogni desiderio, ogni attesa nasce in silenzio e viene condiviso con inesprimibile gioia. Quando vi separate dall’amico non rattristatevi: La sua assenza può chiarirvi ciò che in lui più amate, come allo scalatore la montagna è più chiara della pianura. E non vi sia nell’amicizia altro scopo che l’approfondimento dello spirito. Poiché l’amore che non cerca in tutti i modi lo schiudersi del proprio mistero non è amore, ma una rete lanciata in avanti e che afferra solo ciò che è vano. E il meglio di voi sia per l’amico vostro. Se lui dovrà conoscere il riflusso della vostra marea, fate che ne conosca anche la piena. Quale amico è il vostro, per cercarlo nelle ore di morte? Cercatelo sempre nelle ore di vita. Poiché lui può colmare ogni vostro bisogno, ma non il vostro vuoto. E condividete i piaceri sorridendo nella dolcezza dell’amicizia. Poiché nella rugiada delle piccole cose il cuore ritrova il suo mattino e si ristora. Khalil Gibran
Commento
Buongiorno Aurelio, rinnovo i miei ringraziamenti per la sua riflessione sul Sant'Anna: non ci sono risposte ma tracce di lettura della Parola e della nostra vita. Le domande che ci propone sono quelle che ci fanno andare avanti sulla strada che Gesù stesso ci offre. La ringrazio e la incoraggio, per il bene dei fedeli.
Riflessione
"Mai un uomo ha parlato così!" Le guardie mandate ad arrestare Gesù sentono in Lui lo "straordinario" perchè hanno il cuore aperto e quindi la propensione a lasciarsi trasformare. Al di là delle molte elucubrazioni, chi si salva è colui che sa mettersi in una postura di ascolto profondo, libero dalle proprie congetture e aperto ad accogliere la parola del Signore che è liberante e salvifica.
Riflessione
Spesso diciamo a noi stessi: "Dio è un mistero, è più grande di tutto ciò che possiamo pensare...", e in parte è così. Dio è inconoscibile in assoluto, ma in suo Figlio ha detto tutto ciò che ci serve perché potessimo comprendere il "grande necessario". Ci ha insegnato, in Cristo Gesù, che cosa sia l'amore, lui che è l'incarnazione di questo nobile sentimento. Lui ci ha mostrato la strada che conduce al regno che è l'amore. Il Signore ci aspetta fiducioso e paziente sulla soglia di quella dimensione che Lui E', ovvero l'IO SONO.
Riflessione
Lo Spirito del Signore permea il mondo. C'è bisogno del nostro "Sì" perché il vento divino operi in noi. Come dice S. Agostino: "il Dio che ci ha fatti non ci salva senza di noi".
Riflessione
Diceva Schopenhauer: "le persone vorrebbero tanto dare quello di cui hanno maggiormente bisogno: questo io chiamo una voragine di generosità". Devo dire che questa citazione mi ha sempre fortemente colpito e, per certi aspetti, quelli più biechi, sento che Schopenhauer ha ragione. Ci sono persone che si prestano volentieri a dare agli altri quello che non hanno. Quello che per me è importante è lo spirito che guida il nostro agire: possiamo amare e consolare, solo nella misura nella quale ci siamo sentiti amati e consolati, altrimenti saremo come mendicanti, vampiri del male altrui. Proprio quando ci sentiamo vuoti di affetto, possiamo rivolgere lo sguardo al Signore che per primo ci ha amati e possiamo offrire il nostro vuoto a colui che eternamente ci disseta perché è acqua viva.
Preghiera
"Vuoi guarire?" ci dice Gesù. C'è una malattia più grave delle gambe malate, ed è quella di un cuore sfiduciato, appesantito, stanco, pauroso, rinunciatario. Signore, aiutaci ad avere un cuore "leggero", un cuore capace di fidarsi ed affidarsi a te che sei l'energia che muove il mondo fuori e dentro di noi.
Riflessione
Chi si può dire giusto svalorizzando l'altro? Se ho l'intima presunzione di essere la migliore, se vivo in concorrenza con l'altro per sentirmi "a posto", "giusta", "benedetta "... ecco che Gesù mi dice che solo chi si sente immeritevole dell'amore del Padre, e quindi in grado di accogliere la sua misericordia nutriente, è grande nel suo regno che è già qui, adesso, in questo eterno presente permeato dal suo amore.
Riflessione
"l'inizio del sacro è accorgersi che nulla è banale". "l'inizio dell'intelligenza è distinguere il rumore dall'essenziale". "l'inizio della bellezza è abitare il tempo senza fretta". 'l'inizio dell'amore è restare quando potresti fuggire". "l'Inizio della compassione è riconoscere la propria ferita nell'altro". (Daniel Lumera)
Riflessione
Il cardinale Battaglia e la sua lettera ai "mercanti di morte": fermatevi, restituite il futuro - "Mercanti di morte" - card. Battaglia
Commento
Buona domenica don Aurelio. A proposito della mia mancanza di misticismo, trovo invece molto bella la storia di Marco Gallo, nipote di un mio amico, e questo articolo, che è il più bello che ho letto su di lui in questi giorni.
Commento
Grazie Don. Interessanti punti su cui riflettere oggi e sempre...