Libertà e carità di parlare francamente
Che cos'è la parresia: dalle origini greche alla Scrittura
In greco la parola ‘parresia’ significa ‘libertà di dire tutto’, ma anche la franchezza nell’esprimersi: dire ciò che si ritiene vero.
È una parola usata la prima volta da Euripide nel V sec. a.C. e significa dire la verità.
Dopo Giovanni Crisostomo questa parola non compare più dal sec. V d.C. E da allora si è perso il coraggio di dire la verità?
Per Socrate ‘amante della verità’ e che ‘non accetta mai di mentire consapevolmente’, dire la verità vuol dire praticare la parresia come scelta di vita.
Nel Nuovo Testamento l’esercizio di questa libertà comporta inevitabilmente scontri e resistenze e ovviamente va sempre unita alla carità: questa parola compare 31 volte.
Per S. Paolo è sinonimo di ‘audacia e coraggio’ da vivere anche nella prigionia (Ef. 6,20).
In S. Giovanni ha il significato di fiducia in Dio e il futuro non sarà sotto il segno della paura. Cfr. anche Atti degli Apostoli ed Ef. 4,13.
Secondo Papa Francesco il dire tutto non si deve confondere con la ‘mormorazione e chiacchiera’ che è sempre contro la carità.
Dobbiamo però diffidare delle forme vuote di comunione e delle forme apparenti di libertà (cfr. M. Foucault).
L’ascolto senza parresia è da sudditi, la parresia senza ascolto è da arroganti.
Esprimere giudizi severi su realtà che non si conoscono è segno di stupidità. Ci si ritiene tanto al di sopra degli altri da sentirsi esonerati dalla fatica della conoscenza. Non serve chiedere scusa preventivamente: se non si è certi, è meglio tacere.
Parresia, ascolto e rinnovamento nella Chiesa oggi
Abbandoniamo le nostre ‘comfort zone’ e mettiamoci in cammino. La rigidità è la nemica più ostinata del discernimento.
‘Viviamo questi anni sinodali per far germogliare sogni, suscitare profezie, far fiorire speranze, stimolare fiducia, fasciare ferite, intrecciare relazioni, risuscitare un’alba di speranza, imparare l’uno dall’altro per riscaldare i cuori e ridonare forza alle mani’ (Papa Francesco, 3 ottobre 2018).
Va ripensata l’immagine della Chiesa, perché abbia i tratti della freschezza, della comprensibilità e dell’affabilità, perché dica veramente qualcosa alla vita della gente. Dobbiamo imparare a impegnarci in rete con tutti, nessuno escluso.
Papa Francesco ha detto: ‘Abbiamo il coraggio della parresia, non temete di dire quello che pensate, con estrema libertà di espressione. Dobbiamo ascoltare non solo chi la pensa come me, ma anche chi la pensa diversamente da me, anche se in questo momento mi infastidisce e vorrei zittirlo. Anche se scomoda, questa parresia dobbiamo avere il coraggio di viverla. La parresia è indispensabile ed è fatta anche di delicatezza per non distruggere l’altro. Parlare con franchezza, ma senza pretendere che l’altro si prostri a tappetino ai nostri piedi’.
‘Non abbiate paura degli uomini. Tutto ciò che è nascosto sarà messo in luce, tutto ciò che è segreto sarà conosciuto. Quello che vi dico nel buio, voi ripetetelo alla luce del giorno, quello che ascoltate sottovoce…….’ (Matteo 10,26-27) (cfr. anche L'anno che verrà di Lucio Dalla).
S. Agostino: ‘Si dica allora la verità, specialmente quando qualche problema spinge a dirla e lasciamo che quelli che ne sono capaci comprendano; altrimenti se si tace per quelli che non possono capire, non solo sono defraudati della verità, ma sono addirittura conquistati dal falso quelli che potrebbero conquistare il vero e con esso mettersi al riparo dalla falsità’.
2026-09-22