Andarsene o restare nella chiesa?
by don Aurelio
Molte persone se ne vanno troppo superficialmente, dicendo: «Non ho più bisogno della Chiesa per pregare, per entrare in contatto con Dio».
La dimensione ecclesiale, per tanti, non esiste più: credere è diventato una faccenda privata.
Nel 2022, in Germania, 522.821 persone hanno abbandonato la Chiesa. Spesso non vogliono continuare a pregare e a pagare l'8% come imposta sul reddito (Kirchensteuer) in un'entita' religiosa che rappresenta una fede in cui non credono Tuttavia, alcune migliaia sono rientrate: si sono fatti battezzare da adulti.
Rahner ha affermato: «Il cristianesimo ha finito di essere un cristianesimo tradizionale; ormai è passato ad essere un cristianesimo di libera elezione».
Negli anni ’70 uno slogan noto diceva: «Cristo sì, la Chiesa no».
La Chiesa appare oggi come un’organizzazione “obsoleta”, con una rottura tra fede ufficiale e credenza effettiva del popolo, e senza identificazione tra fede personale e appartenenza ecclesiale.
Ci torna in mente la preghiera di Papa Francesco in una piazza San Pietro completamente vuota, il 27 marzo 2020.
Credere senza appartenere alla Chiesa è l’esperienza di tanti.
Più di cento anni fa, Guardini affermava che «la Chiesa si risveglia nelle anime, in questo inverno della Chiesa».
La crisi dell’appartenenza e il risveglio possibile
Durante la costruzione del nuovo complesso parrocchiale, qualcuno annunciò il suo “sbattezzo”, dichiarando pubblicamente di non aderire più alla Chiesa cattolica.
L’apostasia è un diritto, ma un sacramento come il battesimo non è una questione puramente burocratica…
«O felix culpa»: prima erano lontani, dissacratori e blasfemi… dopo sono diventati assidui frequentatori di questo “ecomostro” con annessi saloni, salette e giardino aperto al pubblico, senza ricostruire volumetrie edificabili…
Appartenere o no alla Chiesa è una scelta che richiede una lunga riflessione… e un po’ di coerenza.
Abbandonare la Chiesa, perché?
In Germania, spesso, non vogliono continuare a pregare in un’entità religiosa che rappresenta una fede in cui non credono.
In un prossimo futuro, si farà meno affidamento sul finanziamento obbligatorio e più sulle donazioni volontarie.
Forse non è la Chiesa ad aver perso credibilità. Sono gli uomini che ne offuscano l’immagine.
La Chiesa è di origine divina… per questo anche le debolezze, gli scandali e le controtestimonianze non potranno mai soffocarla o distruggerla.
La Chiesa, da un punto di vista umano, è sempre da riformare (ecclesia semper reformanda).
Si deve accettare il fatto di essere criticati.
Rimanere nella Chiesa: una scelta di speranza
«Perché rimani nella Chiesa?» È una domanda mal posta.
Ogni credente, fin dal battesimo, è “Chiesa”.
Però è vero che tanti hanno fede in Dio, senza sentire il bisogno di appartenere alla Chiesa.
Non me ne posso andare, perché anch’io sono su questa barca che è la Chiesa, anche se infuria forte la tempesta (cfr. naufragio di Paolo nel libro degli Atti degli Apostoli): si butta a mare tutto ciò che era sulla barca, per salvare ciò che è essenziale, e soprattutto la carcassa danneggiata della nave…
Anche la barca che si sfascia e imbarca acqua potrebbe essere un segno buono: dare tutto per non perdere nessuno.
Si consiglia di leggere un libretto di 144 pagine: Le petit reste. Dans la Bible et dans l’Église aujourd’hui, per puntare sulla qualità e non sulla quantità.
Più volte il Popolo di Dio viene meno alla prova: il diluvio, la distruzione assira del Regno del Nord, la deportazione a Babilonia…
Da qualche sopravvissuto, dallo sparuto residuo di superstiti, può sorgere la speranza.
Se qualcuno non ha più un legame significativo con la Chiesa, questo non è un buon motivo per andarsene…
Il rinnovamento della Chiesa non è un processo da subire, quanto piuttosto da plasmare con fiducia e con speranza.
Sarà la fine delle strutture ecclesiali istituzionali che conosciamo oggi, ma le relazioni e gli incontri tra noi faranno brillare il Vangelo in un contesto ecclesiale sinodale.
2025-11-19