Dio parla nel silenzio
by don Aurelio
Il silenzio ha un grande valore per il credente, anche se oggi il silenzio è una dimensione spesso trascurata. È una forma di rispetto, di riflessione, di ascolto e di adorazione di Dio. Nel frastuono della vita quotidiana, saturato di rumore e di distrazioni, spesso ci chiediamo dove sia Dio e come possiamo percepirne la presenza. Dio si manifesta nel silenzio. Quando riusciamo a fermarci nel caos quotidiano e a riflettere, Dio ci parla e il silenzio diventa terreno fertile in cui può germogliare la nostra spiritualità. Un silenzio che non è assenza, ma presenza.
Il silenzio nelle grandi tradizioni
Nell’ebraismo il silenzio (hitbodedut) significa "essere soli, essere in compagnia di Dio". L’ebreo che prega al Muro del Pianto a Gerusalemme sperimenta "un profondo silenzio interiore". Gesù si ritirava spesso in solitudine per pregare e per cercare la presenza di Dio-Padre (cfr. Matteo 6,6).
La Bibbia è ricca di esempi in cui Dio parla nel silenzio: nel primo libro dei Re, al cap. 19, Elia si rifugia in una caverna per fuggire dalla persecuzione; dopo un vento impetuoso, un terremoto e un fuoco, Dio si manifesta nel "sussurro di una brezza leggera". Non è nel fragore e nelle manifestazioni spettacolari che Dio si rivela, ma nel silenzio. Anche nei Salmi il silenzio non è fuga, ma abbandono fiducioso nelle mani di Dio (Salmo 62,1) e abbandonarsi alla Sua volontà.
Nel cristianesimo il silenzio è una via per ascoltare la voce di Dio e trovare la pace interiore. Il "silenzio contemplativo e la preghiera del profondo" svuotano la mente di pensieri distrattivi e di rumore esterno, per ripetere frasi della Bibbia come "esicasmo". Ritorniamo al "silenzio religioso" nelle nostre chiese: da oltre 50 anni è scomparso... e tanti sono costretti a cercare spiritualità con maggiore silenzio... altrove.
Il profeta Maometto praticava frequentemente il silenzio nella grotta di Hira prima della rivelazione del Corano, come purificazione dell’anima, per una maggiore consapevolezza di Dio, per ricordare (dhikr) Dio, ripetendo i 99 nomi di Dio e recitando versi del Corano. Durante il digiuno del Ramadan gli islamici cercano di controllare le parole con una pacifica riflessione interiore. Durante le cinque preghiere ogni giorno ci sono sempre momenti di silenzio durante le prostrazioni per concentrarsi meglio su Dio.
Il silenzio come fecondità e luce
Propongo di leggere il libro di Giuseppe Fabiano e di Stefano Sinelli "Del silenzio non si può tacere" (ed. Franco Angeli, 2023). Il silenzio è il grembo da cui nasce la parola carica di verità, da cui sgorga la preghiera. Ha scritto Madre Teresa di Calcutta che si dedica alla preghiera soltanto chi è capace di fare silenzio nella mente e nel cuore, interiore ed esterno.
Il silenzio umanamente spaventa e turba. Il silenzio per tanti è un segno terrificante del vuoto. Davanti all’orrore del niente, tutto è preferibile al silenzio. Qualcuno, terrorizzato dal silenzio, urla e sente soltanto l’eco della sua voce... Il silenzio invece non è tenebra, ma luce.
Una testimonianza personale: la perla preziosa
Da quando sono "emerito" scopro ogni giorno sempre più il silenzio come "perla preziosa", non vuoto di vita, ma pienezza. La solitudine, col suo venire meno di tante relazioni, permette l’incontro con se stessi e con Dio: proprio ciò che si temeva come assenza, mi sto accorgendo invece della presenza del "mio vero io, dell’altro e di Dio".
Diceva Gandhi che "un uomo di poche parole raramente sarà irriflessivo nei suoi rari discorsi. Chi cerca la verità deve stare in silenzio". Sant'Agostino diceva: "In interiore homine habitat veritas". La cella per il monaco, la grotta per l’anacoreta, la cameretta per un giovane, l’ufficio per un professionista, la casa per un anziano conservano le cose personali più care e aiutano a fare un itinerario simbolico per rientrare in se stessi e per incontrare il nostro "io" più autentico. "Quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega nel segreto..." (Mt. 6,6).
Quando Dio sembra tacere, non sempre significa che Egli sia lontano da noi, ma che ci invita a cercarlo con maggiore intensità; forse ci troviamo di fronte al "mistero del silenzio di Dio". Il silenzio è sempre necessario per la meditazione e per la contemplazione. La nostra mente e il nostro cuore si concentrano su Dio, senza distrazioni, senza parole, senza preoccupazioni... in atteggiamento di ascolto profondo. Santa Teresa di Lisieux ci ha proposto il "silenzio dell’anima" come una condizione necessaria per percepire l’amore di Dio.
Ascoltare il "Libro di Dio"
La natura, spesso descritta come il "libro di Dio" in un atteggiamento di silenzio, ci offre un’esperienza spirituale profonda: passeggiare in un bosco, ascoltare il fruscio delle foglie o il canto degli uccelli... camminare in riva al mare del nostro meraviglioso Tigullio... Non portarsi mai dietro il rumore del mondo, il cellulare... l’auricolare con musica assordante, ricordi distraenti... Riscopriamo una maggiore interiorizzazione.
Occorre saper staccare, ritirarsi, andare nel deserto per incontrare Dio. Nel deserto Dio ci seduce e ci parla (cfr. Osea 2,16): "La sedurrò, la condurrò nel deserto e parlerò al suo cuore". Quando viene la notte, ci ritiriamo in noi stessi: nella notte Abramo incontra Dio e gli svela un futuro inimmaginabile... Nel cuore del grande silenzio della notte nasce Colui che è la Parola: "Gloria a Dio e pace agli uomini". Diceva Gandhi: "Non riesco ad essere felice senza silenzio e senza preghiere che mi hanno salvato la vita... senza... sarei pazzo da molto tempo...".
Concedetemi di comunicarvi una confidenza personale: molti mi chiedono ora... come sono riuscito a superare tante difficoltà e sofferenze per costruire il nuovo complesso parrocchiale... (mai dagli anni ’70 ho organizzato conferenze stampa, mai ho pubblicato articoli sui mass-media e sui social: ora casualmente qualcuno viene a sapere qualcosa...). Spesso rispondo così: "Il silenzio e la preghiera mi hanno aiutato a non diventare pazzo e a non arrendermi: Dio ha compiuto il miracolo della realizzazione di questo nuovo complesso parrocchiale che molti utilizzano e qualcuno ora apprezza con gratitudine...".
Per una preghiera silenziosa
L’esperienza mi ha insegnato che per entrare in questa preghiera silenziosa, occorre:
- Diventare calmi
- Essere presenti a se stessi e a Dio
- Essere uniti
- Essere svegli (non dormiveglia spirituale...)
- Essere liberi:
- Da... pregiudizi e illusioni
- Per... "lasciarsi fare da Dio" (Teilhard de Chardin)
- Tacere: rimanere muti
- Silenzio: avere qualcosa da esprimere, ma scegliere di non farlo
Viviamo in un mondo "patologicamente" rumoroso: ascoltiamo musica con gli auricolari, in macchina sempre la radio accesa, in casa sempre e tutte le televisioni accese contemporaneamente su canali differenti... Consiglio di leggere: "La forza del silenzio: contro la dittatura del rumore", del card. R. Sarah (ed. Cantagalli).
"Chi non smette di parlare con le creature, difficilmente potrà parlare con Dio". "Parla molto con Dio e poco con gli uomini" (S. Efrem). "C’è un tempo per tacere e un tempo per parlare" (Qo 3,7). A volte il silenzio è la migliore risposta. Lascia a tutti l’illusione di avere ragione... Talvolta il silenzio fa più rumore di tante parole... Quando il silenzio è imposto, è una aggressione... Il silenzio è sempre un messaggio, non una punizione... È inutile parlare a chi non sa ascoltare... Non dobbiamo elemosinare come accattoni ascolto e attenzione.
La solitudine è il destino di tutte le anime eccezionali (Schopenhauer). Chi possiede una mente vivace e una sensibilità fuori dal comune spesso si trova fuori passo con il mondo e talvolta... persino con alcuni non credibili settori e testimonianze della Chiesa.
2026-01-09