Insieme… per educare
by don Aurelio
Una delle evidenze di questi ultimi anni è la crescita, sia a livello di produzione che di mercato, dei libri per bambini e ragazzi fino ai 14 anni. Nel 2022 sono stati pubblicati oltre 8.000 titoli. Più articolato è invece il discorso riguardante i giovani: non è vero che smettano di leggere, ma purtroppo le loro letture rallentano e assistiamo a un uso eccessivo dei social, in particolare TikTok.
Tra cronaca e disagio giovanile
Questa constatazione vogliamo metterla in rapporto con la cronaca di questi ultimi anni che ci presenta alcuni minori autori di reati: furti e rapine, violenze e minacce, spaccio di stupefacenti, violazione del codice della strada, soprattutto in un contesto di alcolismo e di "sballo" del sabato sera. Nel 2017 sono stati 7.142 i minori presi in carico dagli Uffici di servizio sociale. Nella sfera di vita di questi giovani troviamo traumi in età infantile, disturbi nel controllo degli impulsi e l'influenza negativa del contesto familiare. Conosciamo lo stress dei genitori di fronte a un ragazzo dal temperamento difficile:
- Tono della voce da cui traspare rabbia e scambi ostili.
- Punizioni eccessive con umiliazioni fisiche o morali.
- Costante sottolineatura dei comportamenti negativi: "è pestifero, insopportabile…".
- Permissività senza regole di condotta.
Le nuove forme di bullismo
Queste violenze sono ultimamente aumentate del 14%: per questi ragazzi sembra che tutto sia possibile e lecito. Quando pensiamo al bullismo ci immaginiamo qualcosa che riguarda la violenza fisica o morale tra maschi. Esiste però anche un bullismo femminile in cui le ragazze aggrediscono altre ragazze: le bulle non sempre usano i pugni, ma agiscono prendendo in giro, con minacce, con frasi intimidatorie, facendo leva sulla parte più strettamente psicologica, distruggendo l’immagine interiore ed esteriore della vittima.
Può avvenire un gioco spietato alle spalle di una coetanea, pianificando uno "spam di mail" che la denigri, con soprannomi offensivi; raramente si usano i pugni, si preferisce un'aggressione relazionale in un contesto di fragilità narcisistica adolescenziale. Le conseguenze del cyber-bullismo, soprattutto attraverso i social, sono drammatiche, poiché compromettono il rendimento scolastico, spingono alla depressione, all’autolesionismo, alla mancanza di autostima, alla chiusura in se stesse e all’isolamento.
Un orizzonte di speranza: fare rete
Non vogliamo limitarci a descrivere questa situazione in modo pessimistico; desideriamo indicare anche un orizzonte di fiducia e di speranza invitando, a livello educativo, a lavorare insieme, facendo rete. Quante volte abbiamo ascoltato don Claudio Burgio, cappellano del carcere minorile Beccaria, che, parlando dei ragazzi della comunità Kayròs, ha affermato: "Non esistono ragazzi cattivi". Quante storie di riscatto e rinascita… Quanti "ex bulli" che ora aiutano altri ragazzi in difficoltà. Non è vero che esiste un copione già scritto: fino all’ultimo ogni giovane, con libertà e responsabilità, può decidere di cambiare il finale.
All’inizio di questo articoletto ho cominciato a parlare di libri, perché proprio i libri della Prof. Fiorella hanno aiutato Daniel Zaccaro a diventare un buon educatore. Forse oggi è in corso una preoccupante svalutazione a livello educativo della scuola, della famiglia e della parrocchia: possiamo partire da questo declassamento, dalla delegittimazione e dalla perdita di autorevolezza di tutte le cosiddette agenzie educative, spesso presentate come "carrozzoni scalcagnati". C’è oggi molta demotivazione e un evidente disorientamento.
Papa Francesco disse: "I figli guardano i comportamenti dei genitori e sanno giudicare" e ha rimarcato che "i genitori, quando i figli a scuola si comportano male, non devono rimproverare gli insegnanti, ma i figli". Anche se il sistema educativo sembra allo sfascio, ciò non toglie la certezza di una possibile inversione di tendenza. Purtroppo oggi abbiamo famiglie assenti per separazioni o lavoro a tempo pieno in un contesto di crisi economica, per cui i figli sono abbandonati a loro stessi. Alcuni anni fa ho cercato di incontrare educativamente ben tre gang di ragazzi abbandonati a se stessi che, purtroppo, anche a tutte le ore della notte giravano per la città compiendo, anche per noia, atti di teppismo. In numero minore ci sono famiglie iperprotettive, troppo presenti, che pretendono dai figli prestazioni scolastiche sempre "al top", con una relazione verso i figli da valutare criticamente.
2026-02-05