L'Empatia: mettersi nei panni dell'altro

by don Aurelio

"Se fossi io al suo posto?"

L'empatia è la capacità di percepire, comprendere e condividere il vissuto emotivo dell'altro: un atteggiamento complesso e decisivo per la qualità delle relazioni e del benessere di una comunità. È un fattore psicosociale che favorisce coesione e rispetto reciproco. In ambito ecclesiale, essa esprime carità cristiana ed è un mezzo privilegiato per costruire comunità inclusive e fraterne. È la capacità, a livello cognitivo, di comprendere i pensieri, le intenzioni e le motivazioni dell'altro.
Mettersi nei panni dell'altro implica la sospensione del giudizio, per rinunciare al proprio punto di vista e accogliere quello altrui. L'empatia è la risonanza che ci permette di intuire ciò che l'altro sente, senza esserne travolti o condurci al burnout. Per questo, è necessaria una compassione "regolata", ossia un equilibrio tra partecipazione emotiva e distanza. Comporta un'identificazione "controllata": senza proiezioni, ma con maturità affettiva e autoconsapevolezza. La mancanza di empatia porta a conflitti, esclusione e disaggregazione.

La dimensione sociale e politica dell'empatia

Domandarsi "se fossi io al suo posto" non implica solo una comprensione individuale, ma anche una sensibilità verso le strutture che generano vulnerabilità o marginalità.
In questo senso, l'empatia diventa anche un gesto comunitario e "politico": un invito a riflettere sulle condizioni delle persone fragili, dei poveri, degli esclusi, dei migranti, delle vittime di violenza o discriminazione. È la base dell'etica "della cura e della responsabilità" nella comunità e nella società. Senza empatia non può esserci reale solidarietà, né processi sociali orientati al bene comune.

L'Empatia nella tradizione cristiana

Nella tradizione cristiana, l'empatia è un riflesso dell'amore di Dio, che storicamente ha mostrato il suo volto divino in Gesù, il quale era "commosso", "toccato", "mosso a compassione", e che ascolta, si ferma, piange, tocca le ferite, restituendo dignità.
Nelle nostre comunità, l'empatia rende le persone incontrabili non a partire da norme o ruoli, ma da una relazione sincera e attenta al loro vissuto. Una comunità che ascolta empaticamente diventa "ospedale da campo", luogo di misericordia e di accoglienza, capace di integrare fragilità e differenze, secondo la logica del "buon samaritano": vedere, fermarsi, avvicinarsi, prendersi cura. L'empatia ecclesiale implica un ascolto sinodale: ogni membro del popolo di Dio porta una voce che merita rispetto e considerazione.
L'empatia emerge come un ponte che si sviluppa su tre livelli:

  1. A livello psicologico, permette di comprendere le emozioni
  2. A livello sociale, promuove giustizia e solidarietà
  3. A livello ecclesiale, incarna amore e misericordia
Queste tre dimensioni convergono su un unico imperativo: uscire da sé per entrare in una relazione autentica con l'altro, senza annullarlo né annullarsi. Educare all'empatia significa educare alla pace, alla cura e alla responsabilità. L'empatia è un gesto umile e rivoluzionario.

Il contributo di Edith Stein

La nostra parrocchia, per oltre 30 anni come servizio culturale alla diocesi e alla città di Rapallo, attraverso l'associazione "Edith Stein", si è ispirata a questa filosofa tedesca che ha studiato l'empatia (Einfühlung). Empatia è sentire l'ira, la paura e il turbamento degli altri come se fossero nostri. E.Stein ha insegnato all'Università di Gottinga, vicino al Prof. Edmund Husserl (suo maestro e relatore della sua tesi sull'empatia), il 3 agosto 1916. Nel 1934 entra nel Carmelo di Colonia e diventa Teresa Benedetta della Croce, e a causa delle persecuzioni antisemite il 9 agosto 1942 muore ad Auschwitz. San Giovanni Paolo II il 1° ottobre 1999 la nomina co-patrona d'Europa.
Empatia non è immedesimazione con l'altro, ma relazionarsi con amore: Gesù ci testimonia l'empatia rispetto al Padre e agli uomini. La tesi di dottorato di E. Stein a Freiburg im Breisgau, nell'agosto del 1916, "Il problema dell'empatia" (Zum Problem der Einfühlung), si potrebbe collegare al "Castello Interiore" di Santa Teresa d'Avila. La conversione di Stein è legata anche alla lettura della vita di Santa Teresa di Gesù.

L'Empatia in pratica: gesti semplici

Umanamente e pastoralmente, l'empatia mi ha sempre suggerito questi gesti semplici:

  • Ascoltare senza interrompere. La tentazione di offrire subito soluzioni ci impedisce talvolta di "accogliere" empaticamente e veramente la persona.
  • Sospendere il giudizio. L'empatia non è compatire, ma comprendere. Per entrare nel mondo dell'altro, non dobbiamo subito valutare ciò che uno prova.
  • Restare presenti costantemente e in modo continuativo, spesso in silenzio...
Purtroppo, oggi la sofferenza, la malattia e la morte rischiano di essere ignorate oppure considerate un fastidio. L'empatia non cambia il dolore, ma cambia il modo in cui lo attraversiamo.


2025-12-15