Un sorriso e… un po’ di gentilezza

by don Aurelio

Giacomo Leopardi nel suo Zibaldone — opera che molti considerano erroneamente solo cupa e malinconica — celebra in realtà la forza contagiosa del riso: «Il semplice rider alto vi dà una decisa superiorità sopra tutti i circostanti senza eccezione».
Il sorriso ha poteri quasi terapeutici: abbassa la pressione, favorisce la digestione, riduce il colesterolo. In un mondo spesso cupo e scontroso, un sorriso radioso può aprire uno squarcio di serenità e di simpatia.
Tuttavia, è altrettanto vero quanto afferma il sapiente biblico Qoelet: «Il riso dello stolto è come il crepitio dei pruni sotto la caldaia» (Qo 7,6). Certe risate sguaiate e triviali somigliano proprio al crepitio sibilante dei rovi che ardono: sono solo indizio di grossolanità e volgarità. Al contrario, «l’uomo saggio sorride appena, sommessamente» (Siracide 21,20).
Il garbo è un lineamento della carità, una virtù solenne che si misura soprattutto nelle piccole cose. Come scriveva Arthur Schopenhauer (spesso citato con l'acronimo H.D. in certi contesti filosofici): «La cortesia è per la natura umana quello che è il calore per la cera».
Un giorno camminavo in Via Mameli, su quei marciapiedi strettissimi che lasciano poco spazio ai pedoni tra biciclette, monopattini, carrozzine, cani al guinzaglio e anziani barcollanti sostenuti dalle badanti. Controcorrente, uscivano da un istituto scolastico, come un fiume in piena, i ragazzi esultanti per la fine delle lezioni. Può sembrare un fatto banale: un giovane si ferma e mi fa segno di passare per primo, salutandomi e sorridendomi. Eppure, è un gesto che quasi mi commuove, abituati come siamo ormai a ragazzi sgarbati, adulti maleducati e vecchi lagnosi.
È necessario riproporre una parola semplice eppure oggi irrisa: la gentilezza, la cortesia. Amare significa trattare l’altro con rispetto, affabilità, amabilità, attenzione, riguardo e finezza; insomma, con quella che un tempo si chiamava "buona educazione".
Prima di spendere tante belle parole sul sociale, sul volontariato e sull’impegno politico, insegnia-mo ai ragazzi questa modesta fisionomia della carità che è la gentilezza. Aggiungo, infine, il monito realistico del Galateo di Monsignor Della Casa: «Chi sa carezzar le persone, con piccolo capitale fa grosso guadagno».

2026-04-14