La verità vi farà liberi

by don Aurelio

Socrate disse: «Il sapere rende liberi e l’ignoranza prigionieri». Paolo Crepet ha affermato: «Senza cultura non c’è libertà, perché non c’è scelta». In questi anni si cerca di mettere in salvo dalle zone belliche opere d’arte, libri e archivi e soprattutto gli artisti. La cultura si eleva sopra alla guerra. Certamente occorre separare cultura e propaganda di regime. In un contesto democratico la propaganda è considerata manipolazione dell’opinione pubblica. La cultura certamente deve liberarci dalla paura del «diverso». A differenza dei sofisti (ai quali oggi potremmo accostare le fake news), per Socrate il linguaggio non è strumento di persuasione, ma il mezzo attraverso cui l’intelligenza umana può arrivare alla verità attraverso il «dialogo». L'aretè significa per Socrate la ricerca della verità e il sapere è radicalmente critico, anticipando il metodo del dubbio di Cartesio... «dubito (cogito) ergo sum».
Il punto di partenza è la consapevolezza di non sapere. Il modello educativo in Grecia veniva detto paideia, con alcune differenze tra Atene e Sparta: non riservato ai bambini, ma aperto anche agli adulti. Socrate e Platone ritengono che il dialogo sia il metodo migliore per ogni tipo di formazione. Anche l’insegnamento era fondato sul dialogo. Purtroppo, come diceva Papa Ratzinger, siamo ormai entrati nella «dittatura del relativismo», per cui ci lasciamo portare di qua e di là da qualsiasi vento di dottrina: sembra che nulla ci sia di definitivo e che l’unica misura sia il nostro «io». Quid est veritas? (Gv 18,38).
Bisogna rimanere nel costante ascolto della Parola di Dio (Eb 4,12). Non sono le idee che liberano e salvano, perché facilmente diventano ideologie, ma l’incontro con la Verità che è Cristo. Alcuni si aspettano spesso una risposta immediata su vari argomenti. Ma non è così che la Chiesa penetra nel mistero profondo dell’Amore di Dio. Non si rifugge dalle domande scomode, piuttosto ci si sofferma su di esse nel silenzio della preghiera e dell’ascolto reciproco. Ascoltiamo non per rispondere, ma per imparare.
Da questo punto di vista, i talk show sono veramente diseducativi... Apriamo la nostra immaginazione a nuovi modi di essere: nella casa di Dio c’è posto per tutti. In questi anni, grazie a Dio e al mio pensionamento, sto leggendo molto, ma ho l’impressione che molti scrittori non facciano altro che ridisporre le sedie a sdraio sul «TITANIC».
Qualunque siano le vostre frustrazioni nei riguardi della Chiesa, continuiamo ad ascoltarci e ad incontrarci per rinnovare la nostra fiducia filiale in Dio e speranza teologale. Dobbiamo continuare a combattere contro una visione astrattamente ideo-teologica della Chiesa in questi tempi di crisi cosmica a 360 gradi. “L’ideologia”, avvertiva Papa Francesco, “non convoca e non unisce”. Nelle ideologie non c’è Gesù. Gesù è tenerezza, amore mitezza e le ideologie, di ogni segno, sono sempre rigide e mortificanti.


2025-08-26