Documenti sulla nuova chiesa
La nuova statua di S.Anna, 26 luglio 2023
by don Jacopo de vecchi
L'opera dello scultore Leonardo Lustig rappresenta sant'Anna che riesce a tenere in braccio Maria per l'ultima volta, perché Maria ormai si è fatta grande. Ogni genitore è consapevole che ad un certo punto non ce la fa più a tenere in braccio il figlio, la figlia, non c'è un momento preciso ma accade in modo preciso. Un altro destino inizia a prendere forma, inizia una distanza. E'successo anche ad Anna e Gioacchino, genitori di Maria, madre di Gesù. A questo abbraccio è dedicata la statua della nostra patrona, abbraccio che rivela il genius loci, poiché è già anima della comunità cristiana e del quartiere di sant'Anna. Grazie al Maestro Leonardo Lustig, ai benefattori e a tutte le persone che hanno curato questo progetto.

Un abbraccio
Alcune linee di lettura della statua in marmo di Carrara: "Maria in braccio a sua madre Anna", Leonardo Lustig (2023). Il gruppo scultoreo è interamente femminile, Maria è adolescente, non più bambina, è diventata grande: è l'ultima volta che sua mamma Anna riesce a "tenerla in braccio". Le scapperà via presto dalle braccia, Maria infatti sembra quasi divincolarsi per andare verso il suo destino. E' dunque la rappresentazione di questo brevissimo e intenso tratto di una vicenda familiare e affettiva, cioè l'ultima volta in cui un genitore riesce a tenere in braccio la figlia, il figlio. Ci saranno altri abbracci tra madre e figlia, ma Maria non potrà più essere portata in braccio: era "come bimbo svezzato in braccio a sua madre" (salmo 131) ma ora non è più bambina. Questo ultimo stare in braccio lascia il segno nella vita di Maria e di Anna, questo stare in braccio lascia il segno anche nella nostra vita. Lo scultore è riuscito a trasmettere al marmo la tensione affettiva dello stringersi tra madre e figlia, di questo avvicinamento al massimo grado tra corpi che si amano, corpi che con questo abbraccio trasmettono amore, come ogni autentico abbraccio che stringe per dare vita e non per soffocare. Sant'Anna e Maria unite in un abbraccio, madre e figlia unite in un intenso abbraccio, collocate al centro della nostra piazza, offerte alla nostra visione quando passiamo, sostiamo, occasione di riflessione sulle nostre relazioni, sul significato che diamo all'abbracciare che Maria e Anna ci insegnano.
Il quartiere di sant'Anna
L'abbraccio tra Anna e Maria sorge, si innalza dal quartiere di sant'Anna, ben riconoscibile nei confini della base, rappresentati dall'antica chiesetta di sant'Anna e dal nuovo complesso parrocchiale. Sono presenti anche i palazzi della "rapallizzazione", che entrano per la prima volta in un gruppo scultoreo, senza nascondere la loro identità inconfondibile e discussa. Nelle case del quartiere, densamente abitato, nelle innumerevoli attività commerciali si svolge la vicenda umana di tante persone, differenti tra loro eppure tutte consapevoli che solo l'abbraccio benedicente degli affetti riesce a dare senso all'esistenza.
Segno di speranza
Questo abbraccio rappresenta il genius loci ovvero l'anima della nostra comunità, che guidata dal vangelo desidera realizzare e curare le relazioni, in tutte le sfumature dello stare vicini, ben rappresentate dalla numerose attività di volontariato del quartiere. Vicinanza e prendersi cura che emerge, svetta come Anna e Maria sulle nostre case, abbraccio benedicente per noi, per le nostre famiglie, per le persone amate, per questo quartiere, abbraccio benedicente: un gesto che salva, perché ogni abbraccio è già benedizione e salvezza.
2024-11-15