
Il desiderio e la fede
by don Aurelio
Alcuni anni fa ho terminato il ministero pastorale di Parroco per raggiunti limiti di età, lasciandomi accompagnare dallo psicoanalista Massimo Recalcati negli incontri formativi per i genitori dei ragazzi del catechismo e per il terzo gruppo ‘giovani coppie’. Abbiamo condiviso con Recalcati questa certezza: ‘soltanto il desiderio ci può salvare’. Non il capriccio, non la frivolezza, non il ‘divertissement’.
Cerchiamo la felicità, ma spesso ripetiamo la stessa insoddisfazione. Coltivando il desiderio diventiamo felici. In politica è aumentato l’astensionismo, perché si è smesso di desiderare: nessun politico riesce ad accendere in noi la fiamma del desiderio. Dobbiamo ritornare ad ascoltarci: ‘conosci te stesso’ dicevano i filosofi greci.
Ciò che conta è realizzare il nostro desiderio più profondo. Non siamo felici se ci limitiamo passivamente a seguire i modelli conformistici della società di oggi, arrendendoci a chi urla più forte.
La felicità non è stabilita dal discorso sociale dominante. Riflettiamo sul tema: social media e comunicazione di massa.
Il mito del successo spinge i giovani soprattutto all’emulazione con una costante ansia di prestazione.
Da questa angolatura possiamo interpretare i brutali episodi di cronaca nera dei giovani in questi anni.
Siamo immersi in una vasta e profonda crisi di desiderio. Consigliamo la lettura di ‘La legge del desiderio. Radici bibliche della psicoanalisi‘ (Einaudi) e l’articolo de La Repubblica del 16 ottobre 2024 ‘Accendiamo nei ragazzi il fuoco del desiderio’.
Custodiamo nel nostro cuore questa certezza: ‘desideriamo qualcuno che a sua volta ci desidera, perché l’essenza del nostro desiderio è essere desiderati da un altro desiderio’.
La fondazione biblica è attraente: la fede cristiana è un incontro gratuito di desideri, nostri e di Dio. La Legge è il nome più proprio del desiderio (cfr.’ Genesi e lettera ai Romani ‘ pag.386, il profeta Osea e l’evangelista Marco cap.3).
Recalcati conclude con queste parole: ’Ringrazio la mano di Gesù che da bambino sentivo sopra la mia testa’.
Ognuno di noi porta in sé un misterioso desiderio di Dio. Invece il Concilio di Trento presentava il desiderio come concupiscenza che viene dal peccato.
Come credenti spesso viviamo come parcheggiati, senza questo slancio del desiderio che ci porta più avanti.
Il desiderio di luce porta i Magi a Betlemme. Dio ci ha creati impastati di desiderio.
Noi siamo ciò che desideriamo.
E’ triste quando non desideriamo più nulla e stancamente ci trasciniamo senza lasciarci spiazzare dalla gioia scomodante del Vangelo. Andiamo a scuola di desiderio, andiamo idealmente dai Magi.
Apriamo la Bibbia e leggiamo: Deuteronomio 18,6; 2 Samuele 23,15 ; 1 Cronache 11,17 ; Ester 5,8; Giobbe 19,27 e i Salmi: 10,17; 21,2; 38,9; 119,20; 145,19; 27,4.
Chiediamoci sinceramente: abbiamo bisogno di Dio oppure desideriamo Dio?.
Propongo anche di leggere Blaise Pascal (1662) ‘Pensieri’ n.334 e 335 sulla necessità della ricerca di Dio: Chi sono, da dove vengo e dove vado?
La scuola e la catechesi servono a produrre un desiderio singolare, una passione che può orientare la vita (cfr. Recalcati).
Educare vuol dire prendere per mano, camminare spalla a spalla, accompagnare i ragazzi a diventare ‘funamboli’ per imparare a camminare sul filo dell’Oltre.
Letture consigliate:
Catechismo della Chiesa Cattolica: n.2560, 2561, 2548, 607, 425, 1130, 2536
2025-03-03